2.3 Sostanze azotate

H 78 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - ALIMENTAZIONE ANIMALE 2.3 Sostanze azotate. Le sostanze azotate sono costituite da proteine, o protidi, la cui molecola risulta formata da associazioni complesse di amminoacidi e, in minima parte, da sostanze azotate non proteiche. I protidi, tanto nei tessuti vegetali che in quelli animali, rappresentano i costituenti principali del nucleo e del citoplasma; chimicamente sono costituiti da C, H, N e O e alcuni anche da zolfo; hanno peso molecolare elevato e formano soluzioni colloidali. Gli amminoacidi sono sostanze azotate relativamente semplici, costituite da un gruppo funzionale amminico (basico) e da uno carbossilico (acido), la cui contemporanea presenza fa in modo che queste molecole abbiano un comportamento anfotero. Gli amminoacidi sono legati fra loro da un legame peptidico che si costituisce grazie alla condensazione di un gruppo amminico, di un amminoacido e di uno carbossilico dell altro amminoacido. Gli amminoacidi naturali (20) possono legarsi fra loro in sequenza diversa; ne consegue quindi che le proteine differiscono non solo per la sequenza ma anche per la lunghezza della catena. La sequenza degli amminoacidi costituisce la struttura primaria della proteina. I legami che si instaurano tra punti diversi della stessa proteina o di altre catene, che possono anche ripiegarsi su se stesse, danno luogo a una struttura spaziale della proteina indicata come struttura secondaria. Si parla invece di strutture terziarie quando sono presenti altri legami idrogeno o ponti disolfuro tra le singole catene nel resto delle molecole; quindi, se la struttura terziaria è considerata come un nucleo polipeptidico e si stabiliscono legami di tipo ionico tra singoli nuclei, questo dà luogo ad agglomerati che caratterizzano la struttura quaternaria. Il livello proteico di un alimento di norma è determinato tenendo conto del suo tenore in azoto che, moltiplicato per 6,25, dà il valore in proteina grezza. Infatti, con questo calcolo si ingloba nella percentuale di proteina grezza dell alimento anche quella parte di N che proviene da composti di natura non proteica. In questo raggruppamento, indicato con la sigla NPN, si considerano principalmente amminoacidi liberi, assieme ad altre sostanze quali ammine, ammidi, purine, piramidine, alcaloidi azotati, nitrati, nitriti, che comunque possono essere utilizzati nel metabolismo, in particolare, dei ruminanti. Nell ambito dell identificazione della qualità proteica, si deve fare una distinzione fra monogastrici e ruminanti. Infatti, per i monogastrici, nella valutazione della quota proteica, si deve tenere conto non solo della quantità di proteina che viene fornita con TAB. 3.6 Valore biologico della proteina fornita con alcuni alimenti la razione, ma soprattutto della qualità di Valore biologico questa, intendendo con ciò la quota di aci- Alimento 90 di assorbiti e l efficienza della loro utiliz- Latte di vacca crudo 78 zazione a livello metabolico. Il valore bio- Germe di mais 78 logico (Vb) di una proteina viene definito Lino (farina di estrazione Fe) 75 come azoto trattenuto: esso è assorbito Soia Fe 74 dall animale e dipende essenzialmente Crusca frumento 73 dalla sua composizione in amminoacidi. Caseina 67 Infatti, da parte dei monogastrici, una pro- Frumento 67 teina con alto valore biologico è utilizzata Patata 66 tanto meglio quanto più la sua composi- Avena 64 zione in amminoacidi si avvicina a quella Orzo 62 da sintetizzare da parte dell organismo Cotone Fe H03_AlimentazioneAnimale.indd 78 5/30/18 11:47 AM a p d la q è e t n n e o n p d d q n g c z a d 1 2 3 p d r 2 s S b s v d

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti