2.4 Sali minerali

a a n ie pa mno re esa o osi e oo e ili, i. a o- o PRINCIPI NUTRITIVI H 79 animale. La carenza di un amminoacido essenziale, pertanto, può diventare limitante per l assorbimento degli altri. In generale il VB della proteina è decrescente passando da una proteina di origine animale a una di origine vegetale (Tab. 3.6). Soprattutto nella formulazione di diete per monogastrici, oggi incontriamo grosse problematiche, in quanto in seguito al divieto di utilizzare nella formulazione proteine di origine animale, è scaturita la necessità di migliorare il valore biologico delle proteine, che devono essere esclusivamente di origine vegetale con l integrazione di alcuni amminoacidi essenziali. Nell ambito del metabolismo di un ruminante, si deve tenere presente che le proteine alimentari possono essere degradate a livello ruminale oppure essere digerite nell abomaso e nell intestino; inoltre il punto essenziale della degradazione proteica nel rumine è che le proteine sono degradate ad ammoniaca e questa, a sua volta, può essere assorbita e trasformata a livello epatico in urea e poi eliminata attraverso i reni, oppure può in parte tornare alla saliva e in parte essere presente nel latte. L ammoniaca però può essere utilizzata dai microrganismi presenti nel rumine per costituire proteine indicate come proteine microbiche che poi sono digerite a livello intestinale, dove vengono assorbite come amminoacidi. Si effettua una distinzione tra le proteine digeribili: quelle che provengono dagli alimenti sono indicate come PDIA, mentre quelle di origine microbica sono dette PDIM e, a loro volta, possono essere condizionate nella sintesi da due fattori: l azoto (N) e l energia (E), formata principalmente dai glucidi. Questo aspetto è stato studiato con il sistema PDI francese, che si basa sulla cinetica di degradazione delle proteine a livello ruminale. Un altro sistema oggi utilizzato, ma che concettualmente ha le stesse basi di quello francese, è il sistema Cornell: anche esso classifica le proteine in base alla degradabilità ruminale. L incubazione degli alimenti ha permesso di classificare le proteine in: 1. proteine solubili: azoto non proteico, proteina solubile e degradabile velocemente dai microrganismi; 2. proteina degradabile: azoto non proteico, proteina solubile e degradabile velocemente e proteina insolubile lentamente degradabile; 3. proteina non degradabile: quota degradabile molto lentamente a livello del rumine e quota non disponibile. La proteina degradabile e quella non degradabile hanno due importanti funzioni: la prima fornisce composti semplici per la crescita della microflora ruminale e la sintesi di proteina microbica. La proteina microbica fornisce, assieme alla proteina non digeribile a livello ruminale, gli amminoacidi assorbibili a livello intestinale dall animale. H 2.4 Sali minerali. Dei 40 elementi minerali che normalmente si riscontrano nei tessuti animali, solo 15 sono considerati indispensabili dal punto di vista nutrizionale. Si distinguono in: macroelementi: calcio, fosforo, potassio, sodio, cloro, solfo e magnesio; microelementi: ferro, rame, cobalto, iodio, manganese, zinco, molibdeno e selenio. I minerali sono indispensabili all organismo perché svolgono funzioni plastiche e di bioregolazione. La funzione plastica più evidente è quella relativa allo scheletro, composto per una percentuale rilevante (45 50%) da minerali. Da non trascurare è anche l attività di bioregolazione come il mantenimento della pressione osmotica, l equilibrio acido-base, la contrazione muscolare, la trasmissione di stimoli nervosi; è importante anche H03_AlimentazioneAnimale.indd 79 5/30/18 11:47 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti