12.3 ISO 14040

CERTIFICAZIONE DEL SISTEMA I 263 12.3 ISO 14040. Consiste nella valutazione dell intero ciclo di produzione alla scopo di individuare gli impatti ambientali del prodotto stesso, lungo tutto il ciclo di vita. La serie di norme di questa famiglia descrive come realizzare uno studio di LCA completo per qualsiasi genere di prodotto: si tratta quindi di norma contenente requisiti generali applicabili a tutti i prodotti, indipendentemente dalla loro natura. L insieme delle norme, dalla ISO 14040 alla ISO 14043, individua tutti i passaggi utili alla costituzione del sistema di analisi del ciclo di vita, partendo dalle ragioni per le quali si effettua lo studio fino alla valutazione degli impatti associati ai flussi dell intervento della fase precedente, per giungere alle conclusioni del processo e all interpretazione dei risultati. In conclusione si può ottenere una quantificazione degli impatti che permette la valutazione della maggiore sostenibilità ambientale di un prodotto rispetto a un altro. 12.4 ISO 14020. Questa famiglia di norme può essere considerata come strettamente legata alla famiglia precedente e riguarda i processi di etichettatura ambientale. La norma 14020 tratta le linee generali per l utilizzo di asserzioni ambientali quali: etichette, loghi, simboli, dichiarazioni che informino su un prodotto o servizio in relazione al suo carattere ambientale complessivo o su aspetti ambientali specifici. Esistono diverse tipologie di etichettatura ambientale. a. UNI EN ISO 14021. Questa norma consiste in un insieme di asserzioni ambientali autodichiarate. Si tratta quindi di dichiarazioni, etichette e simboli di valenza ambientale su confezioni, imballaggi o pubblicità dei prodotti, utilizzati dai produttori come strumento di informazione ambientale. b. UNI EN ISO 14024. L etichettatura relativa a questa norma riguarda le etichette utilizzabili su prodotti ritenuti conformi a requisiti predefiniti ed è concessa da terzi in seguito a una verifica a cura di un organismo indipendente dal fornitore e dall acquirente. Per dare maggiori garanzie, la norma esclude la possibilità di utilizzare espressioni generiche riguardo alle caratteristiche ambientali del prodotto (non inquinante, ecc.), ma obbliga a fornire indicazioni del tipo: compostabile , degradabile , riciclabile , ecc. c. UNI EN ISO 14025. La norma stabilisce i principi e specifica le procedure per lo sviluppo delle dichiarazioni ambientali. 12.5 Marchio europeo di qualità ecologica (ECOLABEL). Il regolamento CE n. 1980/2000 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 luglio 2000, indica finalità, requisiti e procedure per l assegnazione di un marchio di qualità ecologica per la promozione di prodotti potenzialmente in grado di ridurre gli impatti ambientali negativi rispetto ad altri prodotti dello stesso gruppo. Gli impatti ambientali sono individuati in base a un esame delle interazioni dei prodotti con l ambiente, compreso l uso dell energia e delle risorse naturali, nel corso del ciclo di vita del prodotto . Il marchio è assegnabile a prodotti disponibili nella Comunità e conformi ai requisiti indicati all articolo 3 dello stesso regolamento: 1. prodotti le cui caratteristiche consentono di contribuire in maniera significativa a migliorare i principali aspetti ambientali; I

SEZIONE I
SEZIONE I
INDUSTRIE AGROALIMENTARI
Le fonti principali degli alimenti derivano generalmente dalla produzione agricola e dalla pesca; la loro distribuzione al dettaglio oggi viene, per la maggior parte, realizzata dai soggetti della grande distribuzione organizzata (GDO), che hanno cambiato profondamente i rapporti e le concause commerciali fra i diversi attori del mercato.Gli stili di vita, che si sono modificati negli ultimi decenni, hanno portato a trasformare più o meno profondamente la natura dei prodotti agricoli per aumentarne la stabilità e la conservazione nel tempo, sia per esigenze di distribuzione, sia per consentire la possibilità di un consumo protratto in un lasso di tempo più ampio.Per la gran parte degli alimenti trasformati, le interazioni sulla qualità e sulle caratteristiche di composizione degli innumerevoli prodotti ottenuti sono gli argomenti studiati dalle Industrie agroalimentari; inoltre tutte le informazioni di conservazione, e di consumo ottimali, sono sempre indicate nell’etichetta della confezione che veicola il prodotto finito.La miriade di prodotti alimentari presenti sul mercato (mercatini rionali, store, supermercati e ipermercati) facilita le operazioni di approvvigionamento degli alimenti per tutti i consumatori, consentendo una scelta fra una ampia gamma di marchi, per uno stesso genere di prodotto, diversificati per caratteristiche e prezzo.Questa Sezione del Manuale dell’Agronomo ha l’obiettivo di consentire al tecnico laureato o diplomato negli indirizzi scientifici applicati al settore delle produzioni di origine naturale, una rapida visione delle caratteristiche e delle tecniche e tecnologie alimentari, per poter prontamente corrispondere a quesiti ed esigenze specifiche sulle relative produzioni alimentari.In particolare, per i prodotti trasformati sono indicate le procedure e le caratteristiche principali dei prodotti derivati, utili alla comprensione delle eventuali differenze per una migliore caratterizzazione e una scelta più consapevole.Rispetto agli argomenti delle tradizionali Industrie agrarie, sono esposti anche argomenti connessi alla corrispondente filiera, cioè ai co-prodotti e sottoprodotti derivati della Tecnologia di trasformazione dell’alimento principale. La trattazione comprende anche gli aspetti principali riferiti a regolamenti, normative e alle scelte più importanti per la conservazione e la valutazione della qualità degli alimenti.Coordinamento di SezioneGiovanni LerckerRealizzazione e collaborazioniMaria Fiorenza Caboni, Giovanna Contarini, Marco Dalla Rosa, Giovanni Lercker, Emanuele Marconi, Angioletta Molo, Claudio Riponi, Francesco Spagnolli, Armando Testoni, Domenico Ugulini