SEZIONE L

a, e e ei vi ti a i- o o o e a è e o. di e a o e i se e TRIGONOMETRIA, CARTOGRAFIA, TOPOGRAFIA L 189 del corrispondente punto sull ellissoide risultano decisamente inferiori alle incertezze derivanti dalle misure, per una distanza dall origine dell ordine di 100 km. Si suole quindi fissare in km 100 la distanza massima dall origine, entro la quale le differenze fra le coordinate X e Y dei due punti possono essere completamente trascurate. In tale modo, si definisce un intorno del punto O (che prende il nome di campo geodetico) all interno del quale è lecito per il solo rilievo planimetrico confondere l ellissoide di riferimento con una sfera, avente la propria normale coincidente con quella ellissoidica nel punto centrale della zona che si considera e raggio R 5 "rN , sfera che è normalmente indicata come sfera locale. Nelle operazioni altimetriche, ovvero nelle operazioni per la determinazione del dislivello fra punti, i limiti di validità dell ipotesi sferica per le superfici di riferimento risultano alquanto più modesti; infatti, le differenze Dz, in funzione dell arco di geodetica s, sono (all equatore): s (km) 1 10 20 50 100 Dz (cm) 0,03 2,66 10,63 66,43 265,72 Tenuto presente che normalmente nelle operazioni geodetiche viene usata per la determinazione dei dislivelli la livellazione trigonometrica che permette misure a una distanza di 20 km, con una precisione di circa 10 cm, si può facilmente dedurre che la sfera locale può essere assunta come superficie di riferimento quando le distanze non eccedono i 20 km nell intorno del punto origine. Un ragionamento del tutto analogo può essere svolto considerando il piano tangente all ellissoide nell origine O; anche in questo caso possono essere calcolate le differenze Dx e Dy fra le coordinate piane del punto P3 nel normale sistema di riferimento xy e quelle del corrispondente punto P1 sull ellissoide, in funzione di diverse lunghezze dell arco di geodetica s. s (km) 1 10 15 30 50 Dx (mm) 0,004 0,8 14 112 519 (Dx)/s 0,00426 0,426 0,926 3,726 10,426 L Dall esame dei valori espressi in Tabella si può facilmente dedurre che fino a distanze dell ordine di 15 km, lo scostamento è inferiore al valore di 1026 che si era assunto come massima precisione conseguibile nelle operazioni di misura. Ne consegue che tale differenza potrà essere trascurata a tutti gli effetti e che per una zona di 15 km di raggio nell intorno dell origine O si potrà assumere agli effetti del solo rilievo planimetrico, il piano tangente all ellissoide nel punto stesso come superficie di riferimento, utilizzando nel calcolo delle coordinate i metodi e le formule della trigonometria piana. L ambito, nell intorno del quale è possibile l approssimazione predetta, si definisce campo topografico. Nel caso di operazioni per la determinazione dei dislivelli fra i punti, generalmente occorre tenere conto della curvatura della superficie di riferimento; infatti, lo scostamento in direzione Z fra l ellissoide e il piano tangente assume valori rilevanti anche per distanze molto modeste, come evidenziato in tabella: s (km) 0,1 0,5 1 10 15 Dz (cm) 0,08 2,0 7,9 789 1775 L03_1_Richiami di trigonometria.indd 189 5/31/18 8:16 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna