1.2.3 Caratteri costruttivi

L 310 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI per il collegamento con le reti infrastrutturali (soprattutto le strade e, dove accessibili, le fognature), la canalizzazione delle acque meteoriche, il trattamento dei liquami domestici, il contenimento della spinta delle terre (muri di sostegno e drenaggi). Un componente edilizio accessorio, tipico delle costruzioni rurali e di grande utilità, è il portico. Esso ha avuto in passato un importante ruolo multifunzionale: di deposito, più o meno temporaneo, di prodotti; di ricovero di mezzi e attrezzi; di luogo di lavorazione e di collegamento; di riparo dalla pioggia e dal sole. Oggi forse ne è venuta meno l importanza sul piano produttivo, ma non l utilità come elemento di transizione e filtro fra spazio aperto e spazio chiuso, senza trascurare la sua importante valenza sotto il profilo architettonico e formale. 1.2.3 Caratteri costruttivi. Per quanto riguarda le modalità costruttive, troviamo impiegata nell edilizia rurale odierna tutta l ampia varietà delle soluzioni offerte dalla moderna tecnologia. Le tecniche tradizionali, basate su murature portanti a conci (di laterizio o di pietra) e su orizzontamenti con ossatura lignea, sono oggi limitate solo alla realizzazione di edifici a uso abitativo ispirati ai modelli tipici del passato. Nelle murature portanti si impiegano sempre più spesso blocchi di nuova concezione dotati di più elevato potere isolante (laterizio poroso, calcestruzzo alleggerito o cellulare, ecc.) integrati, secondo le zone climatiche, con strati di materiale isolante, all occorrenza conformati in modo da resistere alle azioni sismiche. Nei volumi a uso produttivo o di servizio predominano invece le realizzazioni a base di componenti prefabbricati, solitamente con un ossatura portante a pilastri e travi. Fra queste prevalgono, in generale in Italia, le strutture in calcestruzzo armato, ma una quota crescente è costituita dalle strutture metalliche e va affermandosi anche l uso del legno, grazie a tecnologie innovative fra le quali spicca quella a struttura lamellare, molto usata per coperture di grande luce, solitamente in accoppiamento con pilastri metallici. L impiego del legno ha uno spazio significativo anche nell autocostruzione, ovvero nella realizzazione di fabbricati di modesta dimensione con impiego di manodopera aziendale e uso di essenze arboree reperibili in loco o di materiale di recupero. L impiego delle tecniche costruttive tradizionali trova un ambiente particolarmente favorevole nelle aree collinari e montane, per un complesso di fattori: reperibilità di manodopera e materiali (legno e pietra), permanenza di tradizioni costruttive, esigenze di tutela paesaggistica. Nell ambito della prefabbricazione esistono ditte specializzate che mirano ad allargare il campo della produzione offrendo componenti di pavimentazione e arredo interno (es. mangiatoie, cuccette per bovini, divisori interni, serramenti) e tendendo alla fornitura di edifici chiavi in mano . Il campo delle tecniche costruttive si allarga giorno per giorno con soluzioni sempre nuove che prevedono, in particolare, l'impiego delle materie plastiche. Oltre ai sili verticali in vetroresina, di cui si è detto, citiamo le lastre traslucide di copertura, le pannellature per pareti di tamponamento o divisorie e per rivestimenti, i serramenti, le pavimentazioni grigliate e le canalette di raccolta liquami. Recentemente vengono proposti edifici con involucro interamente in teli plastici, traslucidi od opachi. Fra i nuovi materiali meritano una citazione anche i composti a base di resine epossidiche, utilizzati soprattutto per elementi a forte rischio di corrosione (es. mangiatoie, pavimentazioni). Un ulteriore aspetto da considerare nella sistemazione delle aree esterne attiene alle modalità costruttive degli spazi. Un ruolo importante in questo ambito hanno anche i materiali di pavimentazione che vanno scelti e differenziati in base alle funzioni previste, di lavorazione e/o di transito (pedonale, di mezzi meccanici leggeri, di mezzi pesanti). Oltre a essere resistenti, i materiali di pavimentazione dovranno soprattutto risultare antisdrucciolevoli, mentre occorreranno adeguate pendenze e pozzetti di raccolta per assicurare il drenaggio delle acque. In prossimità di edifici storici, le pavimentazioni dovranno inoltre essere conformi alle caratteristiche costruttive tradizionali locali. L04_1_CostruzioniFabbricati.indd 310 5/31/18 8:27 AM 1 d m tr d in r u 1 2 3 4 n r c u l o n a v e c q O il d r a te e te ta s te s in il v s a o

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna