1.4 Aspetti energetici

L 312 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI di vento). Anche per il vento, gli effetti possono considerarsi positivi o negativi a seconda delle condizioni climatiche: d inverno l effetto sarà prevalentemente negativo in quanto favorirà il raffreddamento dell ambiente interno, ma d estate esso sarà sicuramente positivo consentendo un contenimento delle temperature interne, soprattutto negli ambienti con forti produzioni di calore come quelli per allevamenti intensivi. Una buona ventilazione è comunque sempre necessaria, anche d inverno, per eliminare i microrganismi patogeni, abbassare le concentrazioni di gas nocivi e polveri e ridurre i rischi di condensazione del vapore. L importante è che si evitino le correnti d aria a livello degli animali, obiettivo facilmente ottenibile con l adozione di reti frangivento o altre schermature. Nel definire la disposizione e la conformazione delle aperture si dovrà quindi tenere ben presente l andamento locale dei venti dominanti, riducendo quanto più possibile l esposizione ai venti freddi invernali e favorendo quella alle brezze estive. Una buona ventilazione è il principale strumento di cui disponiamo per contenere le alte temperature estive, specie nel periodo notturno, in quanto, con l apporto di aria fresca, è possibile compensare il calore che una parte dell involucro riscaldato dal sole pomeridiano (soprattutto la copertura e le pareti a ovest) tende a rilasciare fino a ora molto tarda. Inoltre, per favorire o contenere l azione del vento, rivestono un ruolo importante la conformazione del terreno e la presenza/assenza di ostacoli. L azione del vento può essere contrastata in vari modi: innanzitutto riducendo la superficie delle aperture esposte ai venti dominanti; in secondo luogo, sfruttando l effetto frangivento di siepi, alberature o altri fabbricati antistanti; infine, nelle zone montuose, tenendo conto dell effetto di smorzamento dato dalla protezione dei versanti. Al contrario, un rafforzamento dell intensità del flusso d aria si ha per incanalamento fra edifici o cortine di vario tipo, antistanti e disposte parallelamente al vento (o, addirittura, a imbuto), oppure, in montagna, per convogliamento creato dal pendio lungo i versanti esposti. L individuazione dell orientazione ottimale dovrà quindi tenere conto sia dell esposizione al sole sia dell esposizione al vento, ma la scelta andrà sempre calibrata secondo il tipo di edificio, le funzioni svolte e le condizioni del contorno. Per esempio, nel caso di attività zootecniche, la situazione degli allevamenti bovini od ovi-caprini, che richiedono soprattutto una difesa dalle elevate temperature, ottenibile con una ridotta esposizione ai raggi solari (ombreggiamento di pareti e di eventuali spazi scoperti) e massimo ricambio d aria (quindi permeabilità al vento), è molto diversa da quella degli allevamenti suini e soprattutto avicoli, che necessitano anche di un adeguata difesa dal freddo e quindi di edifici più chiusi e riparati dai venti freddi. In linea generale, la disposizione con asse maggiore orientato a est-ovest dovrebbe essere quella più adatta, alle nostre latitudini, a minimizzare l apporto energetico solare estivo poiché i lati lunghi sono, rispettivamente, quasi sempre in ombra quello a nord e facilmente ombreggiabile con ampi sporti di gronda quello a sud. A loro volta, i lati a est e a ovest, che sono molto esposti ma di ridotta superficie, potrebbero essere facilmente ombreggiati con piantumazioni o barriere adeguate. 1.4 Aspetti energetici. Nelle aree rurali la tematica della produzione di energie rinnovabili risulta di particolare interesse per le condizioni favorevoli che ivi si presentano quanto a disponibilità di materie prime, spazi idonei e processi produttivi confacenti. In effetti la gamma di possibilità di azioni volte a tale obiettivo risulta assai ampia e territorialmente diffusa per una pluralità di ambiti di intervento: solare, eolico, idraulico, geotermico, uso di biomasse. Tuttavia, con specifico riferimento alla L04_1_CostruzioniFabbricati.indd 312 5/31/18 8:27 AM p d d u la d T s a z s in lo le c d t u a d s a in e r d t u l c a t 1 in c d in r le s e tr s c d n m

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna