1.6 Tutela degli edifici di interesse storico-testimoniale

L 314 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI infiammabili e di impianti per la produzione di calore. Solo in alcuni casi (depositi di legno, fieno o paglia, depositi combustibili, caldaie, impianti di essiccazione) di particolare capacità o potenza, è richiesto il rilascio di un apposita certificazione (Certificato di Prevenzione Incendi) da parte dei Vigili del Fuoco. Vanno comunque sempre rispettate le dettagliate prescrizioni che riguardano le modalità costruttive, le distanze di sicurezza, la disponibilità di adeguati mezzi di spegnimento. Un importante corpo di prescrizioni legislative, molto articolato e in continuo aggiornamento, è quello che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Infine meritano citazione le norme che regolano la circolazione stradale, soprattutto quelle concernenti gli accessi alla pubblica via. Fondamentali per la sicurezza sono le modalità di realizzazione delle intersezioni fra la viabilità aziendale e la pubblica via. Assai opportune sono anche le corsie di accelerazione e decelerazione, la cui lunghezza dovrà essere commisurata all intensità del traffico. Oltre alle prescrizioni codificate a livello legislativo, sono molti i criteri di buona pratica costruttiva che meritano un attenta considerazione nel campo dell edilizia rurale. Una tematica rilevante è quella che attiene alla conformazione degli spazi interni di circolazione e sosta. Ai requisiti generali, dimensionali e costruttivi, abbiamo fatto cenno in precedenza, sottolineando la necessità di tenere conto non solo delle pure esigenze spaziali di transito e manovra, ma anche degli opportuni spazi di sicurezza, soprattutto nei confronti dei pedoni. Aggiungiamo qui che una corretta pratica antinfortunistica deve prevedere linearità e chiarezza dei percorsi e un adeguata visibilità, con l integrazione di opportuni dispositivi di segnalazione dove questa fosse carente. In particolare è bene realizzare un congruo dimensionamento degli spazi per le operazioni quotidiane che si svolgono in difficili condizioni, quali il prelievo con mezzi meccanici da sili, fienili e pagliai o l alimentazione degli animali. Connesse con i rischi di cadute sono pure le cattive condizioni dei pavimenti: occorre perciò evitarne la scivolosità, garantire superfici regolari, prive di buche o avvallamenti, ridurre al minimo i gradini (che vanno ben segnalati) e le pendenze, favorire il drenaggio delle sostanze liquide. Importanti norme e raccomandazioni riguardano anche la costruzione e la gestione di particolari locali come i depositi di sostanze tossiche e le officine. Infine, vogliamo ricordare come un fattore importante di prevenzione degli infortuni sia la qualità dell ambiente in cui si opera: per questo bisogna assicurare un grado di illuminazione adeguato alle operazioni da compiere e un aria il più possibile priva di gas nocivi e polveri. Molta cautela e particolari accorgimenti protettivi (in primis una intensificazione della ventilazione) dovranno essere adottati per interventi in ambienti chiusi e in situazioni con forte rischio di sviluppo di gas tossici o esplosivi quali: agitazione di liquami, trattamenti antiparassitari in serra, pulizia di sili e pozzi neri. 1.6 Tutela degli edifici di interesse storico-testimoniale e del paesaggio. Se per un verso l attività primaria ha visto, negli ultimi decenni, ridursi la sua importanza sul piano economico, per contro è andato crescendo l interesse della società per i valori culturali e paesaggistici dell ambiente rurale. Ciò ha comportato una sempre maggiore attenzione dei responsabili del governo del territorio verso la tutela e la valorizzazione delle testimonianze storiche del passato e, in primis, degli edifici rurali di epoca storica, in quanto irripetibili palinsesti della cultura contadina e componenti fondamentali della qualità paesistica. Così che negli ultimi anni si è avuta un intensa produzione di proposte metodologiche atte a garantire corrette modalità per la conservazione, il recupero e il riuso. Di queste metodologie, che si fondano tutte, pur con diverso rigore, sui principi e sui canoni del restauro, vogliamo richiamare brevemente alcuni criteri fondamentali, divenuti ormai un acquisizione consolidata della cultura progettuale. Il primo criterio è il mantenimento della riconoscibilità delle funzioni originarie. L04_1_CostruzioniFabbricati.indd 314 5/31/18 8:27 AM c g z g d p li q v s d te d fr c u z ti e r c fa le s g v s r c n b d d p d c c v g d c o n c u ti

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna