3.3.5 Dimensione degli animali

e o e- o e a oe il e i. di se FABBRICATI E IMPIANTI PER L ALLEVAMENTO DEI BOVINI L 341 Con 210 °C all esterno e all interno temperature comprese fra 25 e 0 °C occorre riscaldare gli abbeveratoi, interrare le condutture (o isolarle adeguatamente) e rimuovere frequentemente i liquami. I possibili problemi riguardano: la formazione di condensa nei periodi freddi (in inverno è essenziale mantenere relativamente elevati i livelli di portata d aria); la presenza di correnti d aria; la zona di lavoro non comfortevole per l addetto. Isolando tetto e pareti (zone di montagna) la temperatura interna può salire di 8-10 °C nei periodi più freddi, rispetto all esterno. La ristrutturazione degli edifici esistenti è possibile solo se è previsto un uso limitato nel tempo: a. vecchie stalle a stabulazione fissa trasformate in sala di mungitura; b. vecchie stalle, fienili o depositi macchine, con pareti laterali alte più di 3,5 m, trasformati in stalle a cuccette o lettiera permanente; c. vecchie stalle con fienile sovrastante cui è stata tolta la soletta intermedia e aggiunto un cupolino di scarico dell aria caldo-umida. 3.3.5 Dimensione degli animali. Le dimensioni statiche degli animali (altezza, lunghezza, larghezza) sono in relazione a età, sesso, peso e razza (Tab. 4.5). TAB. 4.5 Caratteristiche dimensionali dei bovini Dimensioni (cm) Peso (kg) LI L2 0-14 giorni 40 50 76 85 105 118 22 25 77 81 14 gg-3 mesi 85 120 91 95 128 132 29 32 87 89 3-6 mesi 135 160 180 220 106 113 117 124 148 158 165 173 38 39 40 44 96 108 103 107 6 mesi-1 anno 250 300 350 400 129 135 143 151 183 190 200 210 190 200 210 215 47 50 53 59 80 80 80 80 111 116 120 125 1-2 anni 450 500 156 158 215 220 220 225 62 63 100 105 128 131 Peso (kg) LI L2 L3 11 12 H HI 500 158 220 225 63 105 131 135 550 160 225 225 64 110 135 138 600 163 230 230 65 110 138 140 650 165 235 235 67 115 142 143 700 168 240 240 70 120 144 146 Età L3 11 12 H L1 H L2 L L3 Dimensioni (cm) L04_3_FabbricatiImpianti.indd 341 11 12 5/31/18 8:32 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna