3.3.6 Requisiti ambientali

L 342 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI Le dimensioni dinamiche si riferiscono al movimento per sdraiarsi, alzarsi, mangiare, defecare e per la deambulazione (Fig. 4.26). Per le condizioni dinamiche, esiste la possibilità di adattamento del movimento naturale a quello imposto dalla specifica struttura: tuttavia, ciò può essere fonte di stress. 2 n p MOVIMENTI PER: SDRAIARSI ALZARSI F ch 3 te s e a e Composizione dei movimenti per alzarsi e sdraiarsi (spazio libero da ostacoli) DEFECARE FIG. 4.26 Lo studio del movimento degli animali è alla base del dimensionamento di poste, cuccette, mangiatoie, ecc. 3 3.3.6 Requisiti ambientali. Variano in relazione all età degli animali e allo stato produttivo (Tab. 4.6). Un vitello neonato esprime le migliori prestazioni a temperature comprese fra 115 e 120 °C in gabbietta con pavimento fessurato e recinzione in tubolare d acciaio o di legno. La lettiera di paglia fa abbassare a 25 °C la temperatura minima per la comparsa di stress termico. TAB. 4.6 Requisiti ambientali per i bovini Parametro considerato Categoria Vitelli neonati Temperatura Umidità dell aria Ammoniaca Velocità dell aria Vitelli da 15 giorni a 1 mese Condizione Temperatura (°C) Alla nascita: 110°/115°; successivamente scende gradualmente; valori .30° e ,4° sono pericolosi. Soffrono per improvvisi cambiamenti di temperatura. Zona di comfort termico o di facile adattamento 115, 120 15, 125 Produzione ottimale di latte: fra 110° e 120°. Temperature fra 26° e 125° e umidità relativa del 50-55% Adulti 25, 210, 122 hanno scarsa influenza sulla produzione Le razze tipo zebuino non subiscono influenze negative fino a 38 °C Tutti Non superare il 70-80% di umidità relativa L ammoniaca è spesso presente in presenza di lettiera, è un gas nocivo: la concentrazione massima ammessa è di 5 ppm Gli adulti sopportano una velocità dell aria di 0,5-0,6 m/s, ovvero da 1,5 a 2 km/h (la fiamma di una candela resta dritta) Per il bestiame giovane la velocità dell aria non deve superare 0,2-0,3 m/s L04_3_FabbricatiImpianti.indd 342 li v to c fr e b a 5/31/18 8:32 AM F ca ra

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna