3.5 Edifici specializzati: dimensionamento e componenti

FABBRICATI E IMPIANTI PER L ALLEVAMENTO DEI BOVINI L 347 Uscita dell aria. Per favorire una corretta ventilazione è necessario dotare il cupolino di paravento; la dimensione dell apertura, di larghezza minima di 15 cm, va corretta in funzione del numero di animali e della larghezza dell edificio (a titolo indicativo, considerare 0,15 m2/capo come superficie libera di scarico dell aria). Il cupolino con paravento ben installato riduce fortemente l entrata della pioggia. Le strutture in legno devono essere protette dall umidità. Ristrutturando, nei casi in cui non sia possibile aprire un capolino, in alternativa occorre: eliminare le lastre tetto lato venti dominanti e sostituirle con lastre perforate; sollevare il lato a valle delle lastre di copertura e bloccarlo con tasselli; inserire feritoie nel senso di ondulazione delle lastre; ventilare con ventilatori, nel caso in cui non sia possibile trovare altre soluzioni. 3.5 Edifici specializzati: dimensionamento e componenti ci n- e li 3.5.2 Stabulazione delle manze. Le manzette che hanno superato il sesto mese di vita vanno alloggiate in un ambiente idoneo (Fig. 4.33) che garantisca: L04_3_FabbricatiImpianti.indd 347 Tempi orientativi di lavoro per l allevamento dei vitelli TAB. 4.8 Tempi di lavoro (min/capo 3 giorno) Operazioni Lavori giornalieri: alimentazione lavaggio secchi distribuzione paglia pulizia controllo sanitario 0,1-1,5 0,1-0,2 0,5 0,2-0,3 0,2-0,5 Totale 1,4-3,0 Lavori periodici: pulizia asportazione paglia disinfezione altri 0,1-0,3 0,2 0,1 0,1 Totale 0,5-0,7 L 10,0 9,0 Superficie pavimentata 8,0 Superficie a lettiera 7,0 Superficie (m2/capo) e 3.5.1 Stabulazione dei vitelli. I vitelli neonati rimangono vicino alla madre per i primi giorni di vita, per assumere direttamente il colostro, oppure vengono separati immediatamente e posti in gabbiette, possibilmente vicine alla sala di mungitura per facilitare il lavoro dell addetto (trasferimento del latte) e per realizzare un maggior controllo. L alimentazione è a base di latte intero o rigenerato. In una giornata un uomo può governare 100-150 vitelli, se alimentati manualmente con i secchi, e fino a 300-500 se alimentati con carrello distributore (Tab. 4.8). Gabbiette individuali amovibili, aperte su un lato e con sportellino apribile sul lato opposto per favorire la ventilazione in estate, dotate di tettuccio e protette su tre lati con pavimento fessurato su cui deve essere posta la paglia, vanno ubicate in zone sopraelevate. Dopo le prime 3-4 settimane i vitelli vengono messi in gruppo, in unico recinto per i successivi 3-6 mesi. Impianti automatici di dosaggio e somministrazione latte rigenerato consentono di effettuare una gestione di gruppo anche per i vitelli neonati, con notevoli risparmi di manodopera. 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0 6-12 12-18 18-24 Età (mesi) >24 FIG. 4.33 Superficie a disposizione delle manze nella zona di stabulazione. 5/31/18 8:32 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna