3.5.3 Stabulazione fissa delle vacche

i- a 0 e; s6a Si ea. n- ne o m- nr n FABBRICATI E IMPIANTI PER L ALLEVAMENTO DEI BOVINI Recinto per 8-9 manze 2 (6 m /capo) Lettiera Abbeveratoi L 349 5,00 m 5,00 m Corsia di alimentazione Raschiatore Area pulibile con raschiatore 3,50 m Rastrelliera per 9 manze in 5 m o 8 poste più un passo-uomo FIG. 4.35 Area di riposo a lettiera per manze e area di deambulazione con raschiatore. Variante. Zona di riposo con pendenza del 5-8%. Il tratto in pendenza termina con un gradino di 15-20 cm che facilita la discesa in lettiera. Il calpestamento fa scendere lo stallatico verso la zona di esercizio/alimentazione da cui viene raschiato fino alla letamaia; non è necessaria la sostituzione della paglia. Consumo di paglia: 3-5 kg/capo giorno distribuita con idoneo dispositivo. Barriere fra recinti per consentire di trattenere le manze nella zona a lettiera durante la pulizia dei corridoi. Cuccette. Cuccette idonee per manze TAB. 4.9 Dimensioni consigliate oltre 12 mesi. L eterogeneità della taglia delle cuccette per le manze dei soggetti rende difficile definire la diEtà Lunghezza Larghezza mensione conveniente per i soggetti più (mesi) (m) (m) giovani (Tab. 4.9). Il consumo di paglia è 6-12 1,6-1,8 0,8-0,9 ridotto e così anche il fabbisogno di ma12-18 2,0 1,1 nodopera. Distribuzione di paglia 2 volte 18-24 2,3 1,1 a settimana. Contenimento delle manze. opportuno realizzare un sistema di contenimento efficace per la sicurezza delle operazioni di profilassi, inseminazione e per le cure generiche: a lla mangiatoia (accesso agli animali facilitato se vi è rastrelliera autocatturante); i n un corridoio di contenimento con recinto raccolta. L 3.5.3 Stabulazione fissa delle vacche. La stabulazione fissa è la soluzione numericamente più diffusa in Italia. Il lavoro è difficoltoso, poco produttivo e presenta problemi sanitari; può essere quindi giustificabile solo per limitati periodi di tempo. Soluzioni costruttive a una o a due file con disposizione groppa a groppa o testa a testa. Stalla a una fila. Da un lato corto piattaforma letame e dall altro locale latte. Senza corsia di alimentazione (occorrono più di 20 capi per giustificarla), il foraggio viene immesso in mangiatoia passando tra le vacche. La stalla è stretta e adatta per zone di montagna (larghezza minima stalla 4,5 m circa). Ventilazione naturale difficoltosa. Larghezza corsia di alimentazione (oltre 20-22 capi) 1,2 m in relazione al mezzo di distribuzione utilizzato. Il numero di capi è limitato, fieno e paglia sono posti sopra la stalla (soluzione oggi sconsigliata per problemi di sicurezza). L04_3_FabbricatiImpianti.indd 349 5/31/18 8:32 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna