3.5.4 Stabulazione libera delle vacche

L 352 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI concimaia a piattaforma con pozzetto. Costituita da una o più platee impermea bili (limitate da muretti di contenimento alti 30-40 cm), con pendenze del 2-3%, sistemate in modo tale che il colaticcio venga convogliato in un pozzetto interrato, con pareti e fondo impermeabili. Le platee, di forma rettangolare, quadrata o semicircolare, devono avere larghezza massima di 4 m se le operazioni di movimentazione avvengono su un solo lato; 6-8 m se la platea è accessibile su due lati dal trattore. Per ubicazione concimaia considerare una distanza minima dall abitazione di 25 m; 10 m per stalle con meno di 20 capi grossi o che formano un corpo unico con la casa (®Leggi e regolamenti sanitari r.d. n. 1265 del 27/7/34). Il dimensionamento del pozzetto viene effettuato raddoppiando il valore delle precipitazioni medie che arrivano sulla platea. letamaia coperta. Permette di diminuire le quantità di liquidi di sgrondo da stoccare e da spandere. Il maggior costo dovuto alla copertura è compensato dal minor volume di fossa, dal minor costo di spandimento e dal maggior contenuto di nutrienti. vasche o cisterne per letame liquido o liquame. Occorrono pareti e fondo impermeabili, resistenti all azione aggressiva dei liquami. 3.5.4 Stabulazione libera delle vacche. La stabulazione libera prevede che le vacche siano tenute in aree recintate con zona coperta, su paglia o in cuccette, munte in sala di mungitura. Comporta: migliori condizioni igienico-sanitarie; lavoro di mungitura facilitato; pulizia ridotta o automatizzata. La stalla può essere a corpo unico o a corpi separati, ma è importante assicurare idonee condizioni ambientali (Fig. 4.37). Stalla a lettiera permanente. adatta per edifici aperti su almeno uno dei lati. La zona di riposo è vicina a quella di alimentazione o separata da questa dalla zona di esercizio. zona di riposo. Vengono apportati 4-6 kg/giorno capo di paglia. La superficie può variare fra 4-5 m2/capo e 6-8 m2/capo; minore è la superficie, maggiore risulta il consumo di paglia. l p l s l r S a r s c r p f s f 3 l b g b r e r p in c ta c ZE ZR ZA VL CA ZR ZE ZA p d c S c e c CA l VL FIG. 4.37 Stalle a corpo unico (sx) o a corpi separati (dx). Nella scelta della tipologia occorre mettere in primo piano le modalità di controllo ambientale adottabili. Lo stesso schema si applica nel caso di lettiera permanente. L04_3_FabbricatiImpianti.indd 352 5/31/18 8:32 AM g p c p n la c

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna