SEZIONE L

o, ti e e li di al a ul ti iIl a e Sale di mungitura L 357 15 illuminazione. .200 lux/m2 cui corrispon- de una potenza installata di 6 W/m nel caso di tubi fluorescenti. 10 ventilazione. Nel periodo invernale, 10 ricam bi/h; nel periodo estivo, fino a 40 ricambi/h. riscaldamento. Meglio se con aria calda se il gruppo moto15 compressore è soffiata dal basso per migliorare il comfort separato, si può dell operatore. La potenza termica installata ridurre la superficie di 1,5-2,0 m2 (nei varia fra 15 e 20 kW. serbatoi più grandi) finitura pareti. Finitura superficiale liscia e 0 0 5 10 15 impermeabile per facilitare la pulizia (verniSuperficie di pavimento occupata (m2) ci, resine epossidiche). Piastrelle sconsigliaAltri ingombri: bili. Protezione pareti dal contatto con le vaso terminale 1-2 m2 vasca lavaggio attrezzature 1-2 m2 bovine: è sufficiente porre un tubo zincato scalda-acqua, lavatrice, lavabo, armadio 1 m2 di 35 mm di diametro, posto a 25 mm dal scalette per menalatte 0,25 m2 area libera di passaggio 2-4 m2 muro e a 90 cm di altezza. abbeveratoio a vaschetta. Posto all uscita 4.41 Superficie del locale latte in relazione alle dimensioni del della sala di mungitura (larghezza .0,6 m), FIG. serbatoio e, quindi, alla produttività dell allevamento. consente alle bovine di bere dopo la lunga attesa. pavimento. Rivestito con resine epossidiche per facilitare la pulizia. gabbie di contenimento. In acciaio zincato (anche inox), tubolare o scatolato. Stanza del latte. Superficie di 20-30 m2 (Fig. 4.41), pavimento antisdrucciolo; larghezza porta di accesso .2 m; aperture per facilitare l aerazione del gruppo frigorifero. Locale dotato di lavelli per lavaggio utensili e impianto. Va limitato l inquinamento dovuto a motori e polveri di mangime. Se vi è un serbatoio (refrigerato o non) lasciare .60 cm liberi attorno a esso e 1,10 m dove è situato il rubinetto di scarico. I drenaggi vanno posti sia sotto il lavandino sia a 60 cm dal rubinetto di scarico del serbatoio del latte. Pendenza consigliabile del pavimento 1-2%. Per inserire il serbatoio nel locale occorre porta doppia dotata di serramento amovibile. I servizi non devono aprirsi direttamente in questo locale. Locale motori. Superficie 8-10 m2, contiene pompe per il vuoto, gruppo motore-condensatore, compressore. Fabbisogno di acqua di lavaggio. 30-130 L/capo e per giorno, di cui 2/3 per il lavaggio locali, riducibili a 10-15 L/capo giorno con attenta gestione dell operazione di pulizia e con il recupero delle acque di risciacquo. Per il lavaggio locali e attrezzature si utilizzano spazzole o idranti o lavatrici ad alta pressione. Per il lavaggio impianti occorrono le seguenti quantità di acqua fredda o calda a 40-60°C (litri per gruppo di mungitura): sala di mungitura: con vasi 35, senza vasi 45-65; lattodotto in stalla: 45-65 (più di 65 L ogni 30 m di lattodotto); serbatoio latte: lavaggio automatico 95-135 (.1.800 L di capacità), 160-230 (.1.800 L di capacità). Lavaggio manuale 25-70 L. Consumi energetici. La potenza installata varia da 0,5 a 1,0 kW/gruppo di mungitura, cui corrisponde una spesa energetica di 150-250 Wh/capo per giorno. 2 Latte prodotto giornalmente (t) o a e a oaa FABBRICATI E IMPIANTI PER L ALLEVAMENTO DEI BOVINI L04_3_FabbricatiImpianti.indd 357 L 5/31/18 8:32 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna