3.6 Asportazione, stoccaggio, trattamento e gestione delle

a, %. ni 5 a nà a li FABBRICATI E IMPIANTI PER L ALLEVAMENTO DEI BOVINI L 363 misurazione delle caratteristiche del latte munto. Consiste essenzialmente nell individuare anomalie di composizione attraverso misure della sua conduttività elettrica o delle sue caratteristiche ottiche o del contenuto di ormoni. Disinfezione delle superfici. La stabulazione, in genere, e la produzione di latte, in particolare, richiedono elevata igiene. La stalla va realizzata in modo da facilitare la pulizia e la disinfezione, anche verificando la resistenza chimica dei materiali adottati (Tab. 4.15). malattie podali. Le caratteristiche del piede dei bovini mal si sposano con i sistemi di stabulazione. Occorre pulire frequentemente le aree di stabulazione, effettuare interventi di prevenzione disinfettando i piedi degli animali e procedere a regolare mascalcia. 3.6 Asportazione, stoccaggio, trattamento e gestione delle deiezioni Per quanto riguarda le strutture e le attrezzature per l asportazione, lo stoccaggio, il trattamento e la gestione dei reflui provenienti da allevamenti di bovini si rimanda al relativo capitolo (®Gestione reflui). 3.7 Locali accessori. Sono indispensabili per consentire una corretta gestione della mandria. 3.7.1 Recinto parto. Un recinto parto ogni 25 capi. Maggior numero di recinti con parti sincronizzati. Superficie minima 20 m2 e nessun lato di dimensione inferiore a 3,5 m. Pavimento coperto con paglia. Comprendere mangiatoia, rastrelliera, anello d aggancio, paranco di sollevamento, sistema di contenimento, abbeveratoio, materiali per il parto, attrezzature necessarie al comfort degli animali e alla sicurezza del personale (allevatore, veterinario, ecc.): uno dei lati deve essere completamente apribile e accessibile al trattore. Dopo ciascun parto il recinto verrà svuotato, lavato e disinfettato. 3.7.2 Recinto inseminazione. Posto all uscita della sala di mungitura per separare vacche in calore e con accesso specifico per l inseminatore. L 3.7.3 Infermeria. Recinto destinato ad animali malati. Posta non lontano dalla sala di mungitura per poter mungere gli animali malati. Locale o recinto pulibile e disinfettabile dal momento dell uscita dell animale. Pavimento in calcestruzzo, muri pieni, accesso verso l esterno per evacuare facilmente il letame e isolare l animale malato dagli altri. 3.8 Impianti elettrici e illuminanti. Impianti elettrici realizzati, rispettando il T.U. sulla Sicurezza 81/08, con collegamenti equipotenziali e messa a terra di tutte le parti metalliche dell edificio per evitare correnti vaganti . Un bovino sottoposto a una corrente di 10 mA presenta contrazioni muscolari involontarie; a 75 mA crolla per arresto cardiaco. All esterno gli edifici dovrebbero essere protetti dai fulmini a mezzo di una serie di cavi o piattabande in modo da costituire la cosiddetta gabbia di Faraday. Per stabilire la quantità di luce necessaria per un certo lavoro si fa riferimento alla norma UNI 12464/1 2004. La potenza installata va da 10 a 20 W/capo nelle stalle a posta fissa e da 8 a 15 W/capo in quelle a stabulazione libera. Nelle aree di stabulazione va garantito un livello di illuminazione minimo medio di 50 lux (circa 1,2 W/m2). L04_3_FabbricatiImpianti.indd 363 5/31/18 8:32 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna