4.2.2 Dimensionamento dei posti

o; ali o. no e e e x a a tni STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO DEI SUINI L 373 prima di tale età qualora siano trasferiti in impianti specializzati, che devono essere svuotati e accuratamente puliti e disinfettati prima dell introduzione di un nuovo gruppo, nonché separati dagli impianti in cui sono tenute le scrofe, in modo da ridurre al minimo i rischi di trasmissione di malattie ai piccoli (d.l. 53/2004). 4.2.2 Dimensionamento dei posti. Il dimensionamento dei posti si effettua con la formula generale già illustrata (P 5 NC 3 PO/365), tenendo presente che il numero di scrofe (NC ) si ottiene dal prodotto delle scrofe produttive in allevamento per il numero di parti/anno (2,2 è il valore da considerare con interparto di 166 giorni) e che il periodo di occupazione (PO) si ricava aggiungendo alla durata dell allattamento l ultimo periodo di gestazione (7 giorni) e il periodo successivo allo svezzamento in cui la sala rimane vuota per consentire lo svolgimento delle operazioni di pulizia e disinfezione (da 4 a 7 giorni). 4.2.3 Controllo ambientale. I suinetti neonati sono molto sensibili alle basse temperature, ma è un gravissimo errore commisurare il livello termico da attuare in porcilaia (Tab. 4.20) da parto alle loro esigenze termiche (34 °C al momento della nascita). La scrofa richiede infatti temperature notevolmente inferiori, tanto è vero che mal sopporta temperature superiori a 24 °C. In situazione invernale, oltre a fonti di riscaldamento generale del locale, occorre prevedere fonti localizzate di calore a uso esclusivo dei suinetti (lampade a raggi infrarossi, pavimenti riscaldati con serpentine a circolazione di acqua calda o resistenze elettriche). Oltre alla temperatura, un altro parametro ambientale cui occorre prestare attenzione è quello della velocità dell aria, che deve essere mantenuta al di sotto di 0,10 m/s nella zona destinata ai suinetti. In situazione estiva occorre preoccuparsi di proteggere la scrofa da temperature eccessive. Oltre TAB. 4.20 Temperature minime da attuare nei locali di stabulazione dei suini agli interventi di carattere generale, Peso Intervallo sempre importanti, quali ventilazione e Fase allevamento (kg) temperatura (°C) coibentazione dell edificio, è possibile 24-30 ,6 adottare alcune tecniche di difesa dal Suinetti in sala parto 6-25 22-28 caldo quali il raffrescamento a goccia, Suinetti in svezzamento Suini in accrescimento 25-50 18-24 basato sull impiego di acqua indirizzata 16-22 sul collo della scrofa e il raffrescamento Suini in accrescimento 50-100 Suini all ingrasso 100-160 14-18 ad aria, ottenuto mediante un getto d aSuini da riproduzione oltre 180 12-18 ria inviato sul grugno della scrofa. L 4.2.4 Tipi di box. Numerosi sono i modelli di box da parto disponibili sul mercato. La scrofa è ospitata in una vera e propria gabbia, larga in genere 0,60-0,65 m, posta all interno del box con disposizione longitudinale (2,20-2,50 m in lunghezza; 1,40-1,60 m in larghezza) o diagonale (2,00-2,40 m in lunghezza; 1,50-1,80 m in larghezza) (Figg. 4.53 e 4.54). Due zone laterali più strette sono riservate ai suinetti. Negli ultimi anni si sono sviluppati i modelli con disposizione diagonale della scrofa, caratterizzati da un box più corto ma più largo, in quanto consentono di limitare la larghezza dell edificio e, soprattutto, favoriscono la creazione di un rifugio di calore per i suinetti più ampio e di facile identificazione da parte dei neonati. Sono numerosi gli accorgimenti adottati nei box da parto volti a limitare le perdite di suinetti per schiacciamento: dispositivi salva-suinetti nella zona posteriore (atti a consentire un agevole svolgimento del parto); barre incernierate ai battifianchi che limitano i movimenti della scrofa durante la fase di coricamento; pavimentazioni differenziate nella zona per la scrofa e in quella L04_4_Suini.indd 373 5/31/18 8:34 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna