4.2.5 Sistemi di pulizia

L 376 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI Pavimentazione del box. Il pavimento del box da parto deve rispondere a due esigenze fondamentali, contrastanti tra loro: rimanere pulito e asciutto e assicurare una condizione di comfort all animale, limitando le lesioni a carico di arti e piedi di scrofe e suinetti. Si ricorre pertanto a pavimenti grigliati o fessurati. I materiali più utilizzati oggi sono quelli plastici, caratterizzati da una superficie non abrasiva, dalla facilità di pulizia, dalla resistenza agli agenti chimici. I pavimenti in plastica tuttavia non sono graditi dalla scrofa in situazione estiva, in quanto più caldi rispetto a quelli tradizionali in metallo o calcestruzzo. Una soluzione interessante per la pavimentazione del box da parto è pertanto quella mista, ossia costituita dal pavimento in plastica nella zona dei suinetti e dal pavimento in ghisa, o in acciaio zincato, sotto la scrofa. Notevole importanza hanno le dimensioni dei fori: per evitare danni agli unghielli dei suinetti, lasciando passare le deiezioni, la larghezza massima accettabile delle fessure del pavimento dovrebbe essere di 10 mm (11 mm nella normativa sul benessere). Per i suinetti deve essere prevista una zona di riposo (rifugio di calore) a pavimento pieno o ricoperta con tappetino, paglia o altro materiale adeguato (d.l. 53/2004). Somministrazione dell alimento e dell acqua di abbeverata (®Macchine alimentazione animali). Si possono adottare sistemi meccanizzati di distribuzione dell alimento, a secco con dosatori volumetrici, tarati in base alle esigenze delle scrofe. L alimento può essere somministrato anche in forma liquida, preparato nell apposita cucina , ma con costi di impianto elevati. In alternativa, negli allevamenti di dimensioni medio-piccole, si può ricorrere alla somministrazione manuale, che favorisce un controllo immediato dello stato delle scrofe al momento del pasto. I fabbisogni idrici delle scrofe allattanti sono molto elevati (20-40 L/capo), per cui si devono utilizzare abbeveratoi che, pur evitando sprechi idrici, non comportino limitazioni nell assunzione di acqua (portata 2 L/min). Gli abbeveratoi possono essere a succhiotto, posti sopra la mangiatoia, o a bacchetta, posizionati all interno della mangiatoia. Gli abbeveratoi a succhiotto sono preferibili anche per i suinetti, in quanto più igienici delle tazzette. 4.2.5 Sistemi di pulizia (®Gestione reflui). L utilizzo di box a pavimento totalmente grigliato comporta la realizzazione di sottostanti fosse per i liquami. Le normative per il controllo globale dell inquinamento (direttiva 96/61/CE, detta comunemente IPPC ( Integrated Pollution Prevention and Control ), recepita in Italia con il d.l. 372/99) impongono di privilegiare le soluzioni di asportazione dei reflui che limitano le emissioni in atmosfera. consigliabile fare riferimento al BREF, ossia il documento ufficiale di riferimento dell Unione Europea sulle Migliori Tecniche Disponibili (MTD o BAT) per l allevamento intensivo di polli e suini della Commissione Europea (Reference Document on Best Available Techniques for Intensive Rearing of Poultry and Pigs). Nel caso di box a pavimento totalmente grigliato (metallo o plastica) sono suggerite le soluzioni che prevedono il ricircolo di liquame in cunette a V in plastica (senza strato liquido) o quelle basate sulla realizzazione di una doppia fossa per la raccolta differenziata delle deiezioni di scrofe e suinetti. Un altra proposta è quella di una bacinella prefabbricata posta sotto il pavimento della gabbia parto, con pendenza di almeno 3°, che si svuota ogni 3 giorni mediante sistema vacuum. 4.2.6 Soluzioni planimetriche. La disposizione interna si basa normalmente su una o due file di gabbie, in base al numero di scrofe per sala, che varia di solito tra 8 e 24 unità (numero massimo consigliato per grandi allevamenti con oltre 1.000 scrofe). Nel caso di disposizione su due file, una corsia centrale di 0,80-1,20 m è sufficiente per il passaggio dell operatore con un carrello. La larghezza può essere ridotta nel caso di somministra- L04_4_Suini.indd 376 5/31/18 8:34 AM z s r d S n fi d fu s 4 m a li S g e s 4 è a s in g m fe m li g d 4 a t n la P d i p c c z m 8

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna