4.3.2 Controllo ambientale

STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO DEI SUINI L 379 Il numero individuato è aumentato di una percentuale (5-10%) che tiene conto di ritorni in calore o aborti. Per la prima fase il numero di posti si può ricavare per differenza tra le scrofe totali e quelle presenti nei locali parto e gestazione. Anche in questo caso un aumento del 10-15% consente una certa elasticità nell uso dei locali. Per quanto riguarda il numero di verri, questo è in relazione al tipo di fecondazione: un verro ogni 20-25 scrofe nel caso di monta naturale; un verro ogni 80-100 scrofe nel caso di inseminazione artificiale. Per quanto riguarda la rimonta si rimanda all argomento specifico (®Rimonta). 4.3.2 Controllo ambientale. L ambiente influisce in modo determinante sulle capacità riproduttive. Entrambi i sessi subiscono l influenza delle condizioni termiche, in particolare durante la stagione estiva. Per la scrofa il periodo più critico è quello successivo all inseminazione, durante il quale si ha la massima sensibilità dell embrione agli influssi negativi delle alte temperature. Per la protezione dal caldo, oltre agli interventi di ventilazione e a tecniche di difesa passiva, può essere necessario ricorrere a impianti specifici basati sull utilizzo di acqua. Negli edifici chiusi si può adottare un sistema di raffrescamento evaporativo, basato sull installazione di filtri umidi o cassoni adiabatici, o su sistemi di nebulizzazione di acqua. In entrambi i casi bisogna rivolgere particolare attenzione all umidità del locale, adottando sistemi adeguati di controllo per evitare l eccessivo innalzamento del grado idrometrico. Se le scrofe sono alloggiate in gabbie individuali il sistema preferibile è quello del raffrescamento a goccia. Nei box di scrofe si possono prevedere invece vere e proprie docce, controllate da un temporizzatore e da una sonda termometrica. Nei gruppi dinamici si prestano anche stazioni automatiche di raffrescamento a comando individuale della scrofa. 4.3.3 Sistemi di stabulazione per le scrofe. Nella scelta del sistema di stabulazione è necessario considerare attentamente le modalità di somministrazione dell alimento alle scrofe. Il sistema di alimentazione deve infatti consentire a ciascun animale di assumere il mangime senza essere aggredito, anche in condizioni di competitività (d.l. 53/2004). Occorre pertanto favorire la rapida diffusione di soluzioni ancora poco diffuse, basate sull accurato controllo individuale della somministrazione dell alimento. Gabbia individuale. Sotto l aspetto organizzativo la sistemazione individuale presenta indubbi vantaggi, quali la buona visibilità delle scrofe, la corretta accessibilità, la possibilità di eseguire trattamenti sul singolo soggetto. L alimento è sempre somministrato con sistemi meccanizzati; pertanto con alloggiamento individuale si limita la richiesta di manodopera e le condizioni di lavoro sono in genere favorevoli. ormai vietato il sistema di contenimento individuale delle scrofe con attacchi costituiti da collari o cinture toraciche. L unico sistema che può essere utilizzato è pertanto quello a gabbia individuale. La gabbia, larga 0,60 m e lunga 2,20-2,30 m (superficie/capo circa 1,3-1,4 m2), prevede anteriormente un truogolo o una mangiatoia di 0,30-0,40 m. La scrofa è bloccata da battifianchi in tubolare metallico. Pavimentazione della gabbia. Il primo tratto del pavimento della gabbia è pieno in calcestruzzo o laterizio, per circa 0,80-0,90 m, e presenta una pendenza del 2% verso il tratto posteriore; quest ultimo è realizzato con una lastra fessurata, in calcestruzzo. La larghezza massima delle aperture del pavimento fessurato, indicata dalla normativa sul benessere (20 mm), è nettamente inferiore allo standard normalmente utilizzato nelle porcilaie di fecondazione e gestazione (25-30 mm). L04_4_Suini.indd 379 L 5/31/18 8:34 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna