SEZIONE L

L 380 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI Box collettivi. La stabulazione in box collettivi è ritenuta favorevole al benessere dell animale, che è libero di muoversi all interno degli spazi assegnati, individuando in tal modo le zone di maggior comfort termico e svolgendo attività fisica. box con sistemi tradizionali di alimentazione. Il box collettivo presenta in genere una pavimentazione parzialmente fessurata. Le soluzioni a pavimento pieno comportano infatti un impegno notevole di lavoro per la pulizia e i consumi idrici elevati. Nei box sono spesso previsti all esterno corridoi di defecazione (con tipologia simile a quella delle porcilaie da ingrasso) o parchetti di grandi dimensioni. Se si prevede una corsia di defecazione esterna, questa deve essere larga non meno di 1,7 m. I box sono separati tra loro da divisori, che possono essere pieni in calcestruzzo armato o a giorno in profilati di acciaio zincati, alti 1,2 m come minimo. L alimento è somministrato in forma solida (in genere a terra) o in forma liquida in truogolo (fronte truogolo 0,50-0,55 m/scrofa). Durante il pasto si accentuano i fenomeni di competizione tra le scrofe, con episodi di aggressività, che possono ripercuotersi negativamente sulle prestazioni riproduttive. Nella progettazione dei box per scrofe e scrofette in gestazione occorre tenere presente che il d.l. 53/2004 indica le superfici minime da assicurare agli animali e prevede il rispetto di un minimo di lunghezza del lato del box, pari a 2,40 m per box con un numero di scrofe compreso tra 1 e 5 e pari a 2,80 m per box con numero superiore di scrofe. box con alimentazione individuale computerizzata. Un sistema di stabulazione collettiva ampiamente diffuso nel Centro-Nord Europa si basa sull utilizzo di autoalimentatori. Le scrofe sono dotate di transponder, applicato nel collare (in disuso) o in un orecchino oppure impiantato sottocute, che consente il riconoscimento del singolo animale (Fig. 4.56). Quando la scrofa entra nella stazione di alimentazione viene individuata mediante un antenna collegata a un PC. In tal modo si può effettuare il dosaggio automatico del mangime, ottenendo una corretta alimentazione individuale delle scrofe in relazione al peso e allo stato produttivo e sanitario dell animale. Il sistema può essere realizzato con zona di riposo a pavimento pieno, mentre le stazioni sono collocate in zona a pavimento fessurato. L adozione della lettiera permanente in zona di riposo comporta una maggiore tranquillità all interno del gruppo. Gli schemi progettuali si basano su due possibili soluzioni: gruppo statico: gruppo di 35-40 scrofe con una sola stazione di alimentazione computerizzata; gli animali del gruppo si trovano nello stesso stadio produttivo; gruppo dinamico: gruppo di almeno 100 scrofe con non meno di 3 stazioni di alimentazione; tutte le settimane le scrofe entrano ed escono dal gruppo: gli animali si trovano in differenti stadi produttivi; inoltre, con tale sistema, non si instaura una solida scala gerarchica, per cui le competizioni tra gli animali sono molto contenute. box con somministrazione controllata dell alimento. Si possono prevedere due principali soluzioni per il controllo della somministrazione dell alimento: impiego di poste individuali; tecniche di fissaggio biologico. Il sistema a box con poste di alimentazione, valido per gruppi medio-piccoli di scrofe, può essere realizzato con due differenti tipologie stabulative: nel primo caso si crea una zona comune per le scrofe posteriormente alle poste, utilizzata principalmente come zona di esercizio. Tale zona può essere a lettiera o a pavimento fessurato. L04_4_Suini.indd 380 5/31/18 8:34 AM F c ti T tr z

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna