4.3.4 Somministrazione dell’alimento e dell’acqua di

L 382 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI Il box con somministrazione lenta del mangime è utilizzato per piccoli gruppi di scrofe gestanti (6-8 capi per box). In zona di riposo si può impiegare la lettiera di paglia, ma in alternativa si realizzano anche soluzioni a pavimento pieno o parzialmente fessurato. Per limitare i fenomeni di competizione tra le scrofe del gruppo e possibili problemi di aggressività, si adotta un particolare sistema di somministrazione lenta del mangime (80-150 g/min), basato sull erogazione di piccole dosi a intervalli ben distanziati. Il ritmo lento di somministrazione determina il fissaggio biologico degli animali: tutte le scrofe del gruppo si dispongono alla posta di alimentazione (definita da piccoli divisori: 0,40 m) e sono in grado di assumere integralmente la razione di spettanza, senza disturbo da parte degli altri animali. pavimentazione dei box. Le pavimentazioni devono essere conformi ai seguenti requisiti. Per le scrofette dopo la fecondazione e le scrofe gravide, una parte della superficie, pari ad almeno 0,95 m2 per scrofetta e ad almeno 1,3 m2 per scrofa, deve essere costituita da pavimento pieno continuo, riservato per non oltre il 15% alle aperture di scarico (d.l. 53/2004). Nei reparti di stabulazione di scrofe e scrofette le dimensioni massime delle aperture dei pavimenti fessurati devono essere di 20 mm e la dimensione minima dei travetti di 80 mm (d.l. 53/2004, con decorrenza 1° gennaio 2013 per gli allevamenti esistenti). 4.3.4 Somministrazione dell alimento e dell acqua di abbeverata. Nelle gabbie individuali la distribuzione razionata del mangime in forma solida avviene mediante una rete di trasportatori meccanici che rifornisce i dosatori individuali (in genere volumetrici). possibile anche l erogazione in forma liquida all interno di truogoli lunghi, posti anteriormente alle gabbie. Per quanto riguarda l erogazione di acqua, è possibile fare ricorso a diverse tipologie di abbeveratoio: a succhiotto, a morso, a bacchetta, a spruzzo. Gli ultimi due modelli si applicano sopra i truogoli o le mangiatoie. La portata di acqua minima per scrofe gestanti deve essere di 1,0-1,5 L/min. Nei box l altezza di installazione dell abbeveratoio dipende dal tipo impiegato; si considera in genere un altezza di 0,70 m per i succhiotti e di 0,30 m per le tazze (Tab. 4.22). TAB. 4.22 Altezza di installazione consigliata per gli abbeveratoi a tazza e a succhiotto Categoria Peso (kg) Altezza Tipo di abbeveratoio senza gradino (m) Tazza Succhiotto Tazza Suinetti in svezzamento 6-25 Succhiotto Tazza Suini in accrescimento 25-50 Succhiotto Tazza Suini in accrescimento 50-100 Succhiotto Tazza Suini all ingrasso 100-160 Succhiotto Tazza Suini da riproduzione oltre 180 Succhiotto Suinetti in sala parto ,6 0,08 0,20 0,12 0,30 0,15 0,45 0,20 0,60 0,25 0,75 0,30 0,80 Altezza con gradino Totale (m) Gradino (m) 0,15 0,25 0,20 0,40 0,30 0,60 0,40 0,80 0,50 0,90 0,55 1,00 0,05 0,05 0,10 0,10 0,16 0,16 0,20 0,20 0,25 0,25 0,30 0,30 Per quanto riguarda l altezza della tazza, essa è considerata dal bordo superiore. Si considera che i succhiotti siano installati con inclinazione di 60°. L04_4_Suini.indd 382 5/31/18 8:34 AM 4 L b o n ta ta tr 1 u 4 d n In fe s n fo ti p q n le ( u ( 4 s m s d n s in le e q c n s 4 lo le d

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna