4.3.5 Sistemi di stabulazione per i verri

di ae li el ni: li a, i. ri a l. e ei ti e e ui, e a a di l- ti STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO DEI SUINI L 383 4.3.5 Sistemi di stabulazione per i verri. I verri sono alloggiati in box individuali. La superficie deve essere di almeno 6 m2, aumentata fino a 10 m2 nel caso in cui il box sia utilizzato per la monta naturale (d.l. 53/2004). Un parchetto esterno (6-8 m2), ombreggiato in estate, è utile per l esercizio fisico. importante evidenziare anche la necessità, stabilita dalla stessa normativa sul benessere animale, di prevedere un contatto olfattivo, uditivo e visivo tra il verro alloggiato individualmente e altri suini. Per tale motivi le pareti divisorie del box possono essere in tubolare metallico, con spazi tra i tubi di non oltre 50 mm. L altezza totale dei divisori non deve essere inferiore a 1,50 m. Il pavimento del box può essere parzialmente fessurato o pieno con eventuale utilizzo di paglia o trucioli. 4.3.6 Sistemi di pulizia. Anche per i reparti di fecondazione-gestazione, nella scelta dei sistemi di asportazione dei reflui occorre fare riferimento a quanto previsto dalle normative ambientali, privilegiando le soluzioni con il minore impatto sull ambiente. In particolare sono riconosciuti BAT (nel caso di pavimenti parzialmente o totalmente fessurati) i sistemi in depressione (vacuum) e i sistemi di ricircolo in canali sottostanti senza strato liquido, ossia tubi drenanti e canalette a V , a condizione che il liquame non sia sottoposto a processo di aerazione. Sono considerati BAT anche i sistemi con fossa ridotta: fossa nella parte posteriore di gabbie individuali, fossa sotto pavimenti fessurati in corsia di defecazione esterna. Le fasi di allevamento dei riproduttori si prestano bene all applicazione di sistemi stabulativi su lettiera. Tra le varie soluzioni, quelle che presentano maggiore interesse sono due: lettiere permanenti e lettiere inclinate. Possono comunque trovare impiego anche soluzioni a rimozione frequente della lettiera, mentre si sconsigliano i sistemi basati sulla realizzazione di lettiere profonde ( biocondizionate ). La stabulazione su lettiera si può considerare BAT nel caso in cui si utilizzino quantità abbondanti di paglia e siano realizzate zone funzionali differenziate (es. gruppi dinamici di scrofe). 4.3.7 Soluzioni planimetriche. Nel reparto di fecondazione occorre consentire uno stretto contatto visivo, olfattivo, uditivo e tattile tra scrofe e scrofette in attesa di inseminazione e verri. Si suggerisce pertanto di formare piccoli gruppi, con 4-8 scrofe o scrofette poste entro box con divisori metallici, e intercalare i box dei verri con quelli delle femmine. Nel reparto di fecondazione possono essere alloggiate anche le scrofe nella prima fase di gestazione (corrispondente in genere alle prime 4 settimane dall inseminazione), in attesa della diagnosi di gravidanza. Tale fase può avvenire in gabbia individuale. Le gabbie possono essere disposte su due o più file. La corsia di servizio tra le poste ha larghezza di 0,80-1,20 m. Il corridoio posto posteriormente alle gabbie può essere anche di soli 0,60 m, in modo da consentire il passaggio delle scrofe, senza che queste possano girarsi. Il reparto di gestazione deve prevedere sistemi di alloggiamento collettivo per ospitare le scrofe fino all ingresso in sala parto (periodo di 80-85 giorni), seguendo le indicazioni fornite in precedenza. Le soluzioni planimetriche possibili sono diverse in relazione alle tecniche di somministrazione dell alimento. L 4.3.8 Locale per la fecondazione artificiale. Annesso al reparto fecondazione, o al locale di stabulazione dei verri, è realizzato il centro aziendale di fecondazione artificiale, che consta di un laboratorio con le attrezzature necessarie per la preparazione delle dosi di materiale seminale e di un locale comunicante per la raccolta del seme con il L04_4_Suini.indd 383 5/31/18 8:34 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna