4.4.4 Somministrazione dell’alimento e dell’acqua di

di e ge e ) o r le e. a g ti oa e re a ui aa io e a io nà ii, a ti ul STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO DEI SUINI L 385 benessere, devono essere pienamente rispettate; densità eccessive, associate a condizioni ambientali non idonee, contribuiscono all insorgenza di fenomeni di cannibalismo tra i suini (morsi alla coda o alle orecchie). Nel caso di utilizzo di soluzioni su lettiera, si costituiscono gruppi anche molto numerosi, nei quali non si forma una scala gerarchica stabile per l elevato numero di capi. Gabbie e box a pavimento grigliato. Le gabbie flat-deck, concepite per ospitare una nidiata di suinetti (10 capi), misurano normalmente 1,0 3 2,0 m o 1,5 3 1,5 m. La superficie disponibile per capo infatti non deve essere inferiore a 0,20 m2 (peso finale 20 kg). Se il peso medio finale dei suinetti è compreso tra 20 e 30 kg la superficie/capo deve essere portata a 0,30 m2. I divisori possono essere in tondini verticali distanziati di 40-50 mm o in pannelli pieni. L altezza dei divisori delle gabbie deve essere pari almeno a 0,60 m (per suini di 25 kg a fine ciclo). I box a pavimento grigliato sono molto simili alle gabbie, ma hanno maggiori dimensioni consentendo di alloggiare da 2 a 4 nidiate (20-40 capi). Per agevolare l accesso alla mangiatoia da parte dei suini si riserva uno spazio di 0,10 m/capo, nel caso di mangiatoia a tramoggia. Se si utilizzano mangiatoie con erogazione a comando del suino o si somministra alimento liquido, occorre fare riferimento alle indicazioni fornite in seguito. Pavimentazione della gabbia o del box. I pavimenti grigliati sono realizzati in lamiera d acciaio forata, in tondini metallici oppure in materiali più confortevoli per i suinetti, quali l acciaio plastificato o la plastica (PVC, polipropilene). La realizzazione di una parte piena nel pavimento consente di creare condizioni di maggior comfort termico per i suinetti (specie se riscaldata). La zona piena può essere posta nella parte centrale della gabbia, che è ben convessa in modo da favorire lo sgrondo delle deiezioni. In alcuni casi si provvede a creare aree nido chiuse (nicchie), a volte dotate di impianto di climatizzazione autonomo, con funzione di zona di riposo distinta dalla zona di alimentazione, abbeverata e defecazione. Box parto-svezzamento. La tecnica prevede l abolizione di locali appositamente predisposti per lo svezzamento e l attuazione del periodo di post-svezzamento in porcilaia da parto. La riduzione dello stress subito dai suinetti favorisce il conseguimento di migliori risultati produttivi. Il maggior numero di box parto può tornare utile nei periodi di punta, ossia di accentramento delle nascite. Il sistema si presta soprattutto nei piccoli allevamenti, anche se le ditte di attrezzature offrono diverse proposte di soluzioni per allevamenti intensivi di grandi dimensioni. Box a lettiera. Le lettiere per il settore post-svezzamento possono essere classificate nel modo seguente: a) lettiere permanenti (paglia, rimozione ogni 2-4 mesi o a fine ciclo); b) lettiere profonde o a fermentazione controllata (trucioli, più di un ciclo); c) lettiere a rimozione frequente (paglia, rimozione in genere settimanale); d) lettiere inclinate (paglia, asportazione giornaliera). Le soluzioni a lettiera richiedono una superficie unitaria maggiore rispetto alle altre soluzioni e comportano oneri gestionali superiori (manodopera, acquisizione della paglia). Tuttavia, presentano indubbi vantaggi in termini di comfort dell animale e di impatto ambientale (produzione di letame anziché liquame) e si prestano a essere impiegate in edifici poco coibentati, anche di recupero. L 4.4.4 Somministrazione dell alimento e dell acqua di abbeverata. Nella fase di post-svezzamento l alimento in genere è somministrato a volontà, in forma solida, in L04_4_Suini.indd 385 5/31/18 8:34 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna