4.5.3 Controllo ambientale

a ee a- uin STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO DEI SUINI L 389 funzione della temperatura e della posizione assunta durante il riposo. Se si vuole dare al suino la possibilità di porsi in decubito laterale, la superficie da assegnare deve essere calcolata con la formula: A (m2) 5 0,047 3 peso vivo0,67. La superficie che risulta da tale formula è sicuramente più elevata rispetto a quella definita dalle attuali normative sul benessere. La forma del box (dimensioni in lunghezza e larghezza) dipende dalle modalità di somministrazione dell alimento: a volontà (ad libitum) o a razione; in truogolo o a terra; in forma solida o liquida. Nel caso di alimentazione a volontà la forma del box può variare senza particolari problemi. Se, viceversa, si provvede a un alimentazione razionata, per consentire un adeguata assunzione di alimento in modo contemporaneo da parte di tutti i suini del box, occorre calcolare innanzitutto la dimensione del truogolo, a partire dal fronte truogolo assegnato a ciascun suino (fronte truogolo x numero suini): si ottiene così la lunghezza complessiva del truogolo, che può essere posto su uno o due lati del box. Dalla lunghezza di un lato del box, conoscendo la superficie totale, si passa poi al calcolo dell altro lato. 4.5.3 Controllo ambientale. necessario attuare un accurato controllo delle condizioni ambientali, facendo ricorso a un adeguata ventilazione (naturale o artificiale) e, per le prime fasi del ciclo in alcune zone climatiche, al riscaldamento artificiale. L umidità relativa deve essere mantenuta tra il 60 e il 75%. Oltre al controllo dei parametri termo-igrometrici, in fase di progettazione occorre tenere presente anche altri aspetti ambientali, tra cui il rumore e la luce. Le normative sul benessere animale prescrivono, per tutti i reparti di allevamento, che nella parte del fabbricato dove sono stabulati i suini sono da evitare i rumori continui di intensità pari a 85 dBA, nonché i rumori costanti o improvvisi. I suini, inoltre, devono essere tenuti alla luce di un intensità di almeno 40 lux per un periodo minimo di 8 ore al giorno. 4.5.4 Sistemi di stabulazione. Se il box prevede una pavimentazione totalmente grigliata o fessurata non si pongono particolari problemi di carattere progettuale, in quanto non è necessario pensare all ubicazione delle diverse aree funzionali. Tuttavia, dal momento che si tende sempre più a limitare il ricorso a soluzioni a pavimento totalmente fessurato, occorre rivolgere attenzione alla progettazione e alla realizzazione del box. In genere, il box presenta una zona di riposo a pavimento pieno separata dalla zona di defecazione, che può essere collocata all interno o all esterno dell edificio. La porcilaia tradizionale italiana prevede box a pavimento pieno con corsia di defecazione esterna, larga tra 1,5 e 1,8 m. Il passaggio dalla zona interna alla corsia di defecazione esterna avviene tramite passaggi con porticine basculanti larghi 0,70-0,80 m e alti 0,90-1,00 m. Alcune delle principali regole che occorre seguire nella progettazione del box sono le seguenti: disporre la zona di defecazione nella parte più fredda e umida dell edificio, allo scopo di consentire al suino di riconoscere chiaramente le aree funzionali; posizionare l abbeveratoio il più lontano possibile dalla zona di riposo: il suino, spesso, dopo essersi abbeverato, urina e defeca; si crea in tal modo quella zona umida che risulta nettamente differenziata dalla zona di riposo; realizzare partizioni piene tra due box in corrispondenza della zona di riposo, se si desidera limitare le correnti d aria e favorire livelli termici più elevati. Al contrario, in zona di defecazione, potrebbe essere più utile predisporre una partizione in tubolari metallici o, comunque, più aperta; dimensionare accuratamente il fronte di mangiatoia (o truogolo) per capo. L04_4_Suini.indd 389 L 5/31/18 8:34 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna