4.5.6 Sistemi di pulizia

a e udi e, ea a e o o a s. el re e a o e o e o a ui o- e à di ua me- STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO DEI SUINI L 391 gli alimenti; buona miscelazione dei componenti; assunzione della razione in quantità piuttosto uniformi da parte di tutti i capi del gruppo; possibilità di utilizzare siero e altri sottoprodotti liquidi. L alimento liquido si presta a essere gestito in forma automatica con largo impiego della informatizzazione nelle fasi di preparazione del pastone, dosaggio e trasporto. I vantaggi nell impiego dei sistemi automatizzati nella somministrazione del mangime liquido sono relativi: al risparmio di tempo e di manodopera; al miglioramento della qualità del lavoro; alla drastica riduzione degli errori di pesata e di miscelazione; alla riduzione del consumo di mangime. L impianto di alimentazione liquida deve essere dotato di appropriati sistemi di pulizia, che evitino il ristagno di residui di alimento lungo le tubazioni, e di sistemi di allarme, che avvertano l allevatore di eventuali guasti all impianto. Il truogolo, largo 0,25-0,30 m o 0,50-0,60 m (truogolo doppio per due box contigui), con bordo alto 0,18-0,22 m da terra, può essere in calcestruzzo armato (rivestito di acciaio inox o grès) oppure in calcestruzzo additivato con resine speciali. Per la fase di accrescimento o per l ingrasso del suino leggero da macelleria, sono possibili anche i sistemi di somministrazione dell alimento a secco, con mangiatoie a tramoggia, mangiatoie a comando dell animale ( mangia e bevi o simili) o sistemi di somministrazione del mangime liquido, con la formula della volontà razionata , adottando TAB. 4.25 Fronte truogolo (m) da considerare il truogolo corto provvisto di sensore nel dimensionamento del box nel caso di alimentazione razionata di suini in varie di livello (0,80-1,00 m di lunghezza fasi del ciclo produttivo totale; 20-30% del fronte capo assegnato nell alimentazione razionata). Peso medio Fronte truogolo (kg) (m) Per l abbeverata si utilizzano in ge0,10 #10 nere abbeveratoi a succhiotto, con 0,13 10420 opportuni accorgimenti per ridurre 0,18 20430 gli sprechi idrici. A volte si installano 0,22 30450 abbeveratoi a bacchetta, posizionati 0,30 50485 sui truogoli o abbinati alle mangiato0,35 854110 ie a comando dell animale ( mangia e 0,42 .110 bevi ) (Tab. 4.25). L 4.5.6 Sistemi di pulizia. I sistemi di pulizia da adottare sotto i pavimenti fessurati (parziali o totali) che rientrano tra le tecnologie a basso impatto ambientale (BAT). Il sistema vacuum, ossia scarico periodico per gravità del liquame accumulato nelle fosse mediante apertura di fori presenti nel pavimento, rappresenta la soluzione più indicata per i settori accrescimento-ingrasso. Le normative comunitarie considerano il vacuum come l unica tecnica classificata BAT nel caso di pavimenti totalmente fessurati. Nel dimensionamento del sistema occorre prevedere una bocca di scarico per il liquame sul fondo della fossa ogni 10 m2. Il vacuum può essere utilizzato anche nel caso di pavimenti parzialmente fessurati, con fosse tradizionali o con pareti a V . Il ricircolo di liquame non è considerato BAT nei nuovi allevamenti, mentre è annoverato tra le migliori tecniche disponibili in allevamenti che già lo adottano; questo sistema può essere attuato anche con particolari soluzioni costruttive, tra cui quella del pavimento prefabbricato canalizzato (tubi in PVC incorporati nel pavimento) o quella costituita da canali a V in cemento o acciaio. Queste soluzioni sono considerate BAT nella normativa europea (con alcune eccezioni), sia con pavimenti totalmente fessurati sia con soluzioni a fessurato parziale. Le soluzioni a lettiera potrebbero rientrare tra le BAT nei casi di utilizzo di abbondanti quantità di paglia, rimozione frequente, creazione di zone funzionali nel box. L04_4_Suini.indd 391 5/31/18 8:34 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna