5. Strutture e attrezzature per gli allevamenti avicunicoli

STRUTTURE E ATTREZZATURE PER GLI ALLEVAMENTI AVICUNICOLI L.4 L 393 5. Strutture e attrezzature per gli allevamenti avicunicoli 5.1 Esigenze e strutture delle produzioni avicole. I prodotti avicoli hanno assunto nel nostro Paese una notevole importanza per l alimentazione umana: con un consumo annuo pro capite di carne avicola superiore a 20 kg, nelle preferenze alimentari degli italiani al secondo posto (dopo i bovini) ci sono proprio polli e tacchini. La situazione produttiva è decisamente positiva anche per quanto riguarda le uova: la produzione nazionale supera infatti i 13 miliardi annui e, con un consumo pro capite di 230 uova all anno, l Italia è praticamente autosufficiente. Gli allevamenti avicoli sono caratterizzati da elevata intensità produttiva per tutte le specie allevate: dai polli e tacchini, che incidono sulla produzione per oltre l 80%, alle galline (circa il 10%), fino alle specie minori, tra le quali anatre e faraone, che interessano meno del 5% dei capi avicoli totali. Le condizioni ambientali, in particolare temperatura, umidità e velocità dell aria, rappresentano un fattore fondamentale per il benessere degli avicoli (Tab. 4.26). Le condizioni di benessere variano a seconda dell età degli animali: i giovani animali, infatti, sono molto sensibili alle basse temperature (i pulcini necessitano di temperature comprese tra i 35 e i 28 °C, nel periodo che va dalla nascita alle prime tre settimane); gli animali in accrescimento e le ovaiole adulte, invece, hanno bisogno di una temperatura ambientale sempre al di sotto dei 26 °C, richiedendo maggiore attenzione nei mesi estivi. TAB. 4.26 Parametri ambientali e valori ottimali di riferimento per gli avicoli (fonte: Roberto e Alessandro Chiumenti) Tipo di animale Pulcini Polli Pollastre Ovaiole adulte Tacchinotti Tacchini adulti Anatre adulte 1 giorno 3 settimane 5 settimane 7 settimane 12 settimane Temperatura (°C) 35 28 24 18-20 15-20 15-20 18-20 10-20 15-20 Umidità relativa Velocità dell aria (%) (m/s) 70 70 50-75 50-75 50-75 50-75 50-75 50-75 50-75 0,17 0,25 0,50 2,00 2,00 2,00 0,25 2,00 2,00 L Per quanto riguarda l umidità relativa ambientale, in generale, va evidenziato che gli animali giovani risultano più sensibili ai bassi valori di questo parametro. Negli allevamenti a terra, infatti, soprattutto nella prima fase del ciclo di allevamento, deve essere evitato un ambiente secco e polverulento che aumenta la suscettibilità degli animali alle affezioni dell apparato respiratorio. Anche la qualità dell aria è fondamentale per il benessere ambientale degli avicoli, con particolare attenzione all anidride carbonica, che deve essere mantenuta su valori inferiori allo 0,3% in volume, e all ammoniaca, che deve essere inferiore a 20 ppm. La tipologia di ventilazione varia a seconda del tipo di allevamento. Negli allevamenti di galline ovaiole con animali in batteria e in quelli da carne è di norma forzata; con galline libere può essere adottata la ventilazione naturale, ricorrendo eventualmente ai movimentatori d aria interni. Per la ventilazione forzata la portata massima di dimensionamento viene indicata in 6,0-6,5 m3/ora per kg di peso vivo, con velocità indicabile tra i 0,1 e 0,3 m/s. Con questo tipo di ventilazione risulta indispensabile poter far fronte a eventuali interruzioni della corrente elettrica mediante un gruppo elettrogeno. L04_5_Avicoli.indd 393 5/31/18 8:36 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna