5.1.1 Caratteristiche dei fabbricati

L 394 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI Nei grandi impianti, inoltre, si installano finestrature ad apertura comandata alimentate da un circuito elettrico a basso voltaggio. L impianto di illuminazione artificiale deve permettere di attuare il programma luce più idoneo alle diverse categorie di animali. Le intensità luminose assicurate dall impianto di illuminazione sono generalmente molto basse e ottenute con lampade fluorescenti (led) a basso consumo energetico. Nel caso dei polli da carne, viene adottato un fotoperiodo lungo, con periodi di luce quasi continuati, in modo da stimolare l assunzione di cibo: si mantiene un intensità luminosa di almeno 20 lux (d.lgs. 181/2010, allegato I). Per i tacchini si adottano intensità luminose maggiori in virtù delle minori capacità visive di questi animali. Per le pollastre, è importante garantire un illuminazione praticamente continuata nelle prime 2-3 settimane di vita, riducendo poi il fotoperiodo progressivamente fino a 14 h. Va evidenziato che un periodo di illuminazione breve (6 ore al giorno) provoca un ritardo nell inizio della deposizione, mentre un suo allungamento può affrettare la maturazione sessuale. 5.1.1 Caratteristiche dei fabbricati. Le caratteristiche degli allevamenti avicoli risultano essere relativamente standardizzate, con prevalenza di strutture in acciaio caratterizzate da: larghezza fino a 20 m nel caso di ventilazione forzata e 12-15 m per edifici che adottano la ventilazione naturale; lunghezza che deve essere adeguata ai sistemi di distribuzione degli alimenti, di pulizia meccanica e, per le ovaiole, di raccolta delle uova nel fabbricato, risultando al massimo di 120 m; altezza in gronda che varia a seconda del tipo di allevamento, risultando compresa tra 3,0 m e 3,5 m nel caso di animali allevati a terra, e superiore per le ovaiole allevate in batterie, a seconda del numero di piani di gabbie. Aspetti di particolare importanza nella progettazione degli edifici zootecnici sono la realizzazione dell isolamento termico del fabbricato e la scelta dell impianto di ventilazione, al fine di garantire condizioni ambientali ottimali soprattutto in relazione alle temperature dei mesi più caldi. Va adeguatamente studiato anche il sistema di illuminazione in modo da garantire una buona uniformità. I punti luce, rappresentati da lampade spesso provviste di schermi concentratori per evitare le dispersioni, vengono collocati a una altezza di 2,0-2,4 m dal pavimento, nel caso di allevamento a terra, mentre per gli allevamenti in batteria le altezze risultano differenziate in funzione del numero di piani di gabbie. 5.2 Allevamento delle galline ovaiole. Le galline ovaiole, a partire dal 2012, in seguito al recepimento di una specifica direttiva comunitaria che ne stabilisce le norme minime per la protezione (®direttiva 1999/74/CE), vengono allevate in gabbie modificate o in sistemi di allevamento al suolo o in voliera . 5.2.1 Allevamento in gabbia Gabbie modificate. Le gabbie modificate, o gabbie arricchite (enriched cages o furnished cages), rappresentano oggi lo standard per l allevamento in batteria delle ovaiole. Le gabbie modificate presentano sistemi di alimentazione, abbeverata e rimozione della pollina analoghi rispetto alle tipologie precedentemente utilizzate, pur differenziandosi per la presenza di elementi integrativi, quali (Fig. 4.59): L04_5_Avicoli.indd 394 5/31/18 8:36 AM F FA

SEZIONE L
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L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna