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L 396 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI La direttiva comunitaria prevede precisi limiti dimensionali minimi, con superficie minima unitaria di 750 cm2/capo, con una conseguente larghezza della batteria di 1,8 m. (Tab. 4.27). La gabbia arricchita, infatti, è una gabbia da colonia potendo ospitare anche più di 15 galline. TAB. 4.27 Caratteristiche costruttive e requisiti minimi dimensionali delle gabbie modificate secondo la direttiva 1999/74/CE Requisiti minimi Superficie unitaria Larghezza Altezza Superficie minima della gabbia: 2000 cm2 con 750 cm2/capo, di cui 600 cm2 di superficie utilizzabile 0,30 m per la superficie utilizzabile 0,45 m per la superficie utilizzabile 0,20 m in ogni altro punto della gabbia Larghezza tra le batterie e tra le gabbie inferiori e il pavimento 0,90 m 0,35 m Pavimentazione Pendenza max.: 14% (8°) nella zona utilizzabile Fronte di mangiatoia: 0,12 m/capo 2 abbeveratoi a tettarella o a coppetta raggiungibili per ogni capo Dispositivi per accorciare le unghie Deve essere sempre presente materiale friabile Sistemi di alimentazione Sistemi di abbeverata Altri dispositivi Lettiera Nido (spazio separato per la deposizione delle uova) Posatoi vietato l uso di rete metallica a contatto con i volatili Spazio min.: 0,15 m/capo Nella tipologia a piani sovrapposti la batteria è formata da gabbie disposte in doppia fila, generalmente da 4 a 15 piani (Fig. 4.60). La larghezza tipica di queste batterie è pari a 1,65 m: considerando una larghezza minima di 0,9 m per i corridoi di servizio si desume che in uno largo 12 m possono essere installate quattro batterie. L asportazione delle deiezioni viene effettuata mediante nastri trasportatori installati tra piano e piano. La pollina che si ottiene da questi impianti è caratterizzata da un contenuto di sostanza secca non superiore al 30%: non è comunque garantibile la produzione di deiezioni solide per tutto l arco dell anno. FIG. 4.60 Dimensioni delle batterie a piani sovrapposti con rimozione della pollina mediante nastri (Fonte: Clerici). L04_5_Avicoli.indd 396 5/31/18 8:36 AM p p z g c in n u in b b n d s c o li e n d r r b e u s s s u n n L ta n tu c s d P d d g u

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna