5.2.4 Attrezzature per l’abbeverata

le a ) a n- n STRUTTURE E ATTREZZATURE PER GLI ALLEVAMENTI AVICUNICOLI L 401 5.2.4 Attrezzature per l abbeverata. Nelle gabbie l approvvigionamento di acqua è effettuato principalmente mediante abbeveratoi a pulsante, preferibilmente dotati di tazza sottostante. Abbeveratoio a pulsante (nipple). un tipo di abbeveratoio essenzialmente rappresentato da una valvola che dosa piccole quantità d acqua, da cui deriva il nome di abbeveratoio a goccia . Al di sotto della valvola viene installata una bacinella, o canaletta, in modo da evitare di bagnare la pollina. Per questi abbeveratoi è bene ricorrere alla dolcificazione dell acqua. Si suggerisce di ricorrere all addolcimento dell acqua per evitare incrostazioni e conseguente perdita di efficienza per effetto di depositi di calcare. o- i o, r n- oa o- e e n- FIG. 4.66 Dettaglio di un abbeveratoio a pulsante (nipple) (Fonte: TECNO, a sinistra, Sperotto, a destra). Abbeveratoio a tazza. Comporta, tra gli aspetti positivi, una maggiore facilità di as- sunzione dell acqua da parte del volatile e la riduzione dei problemi sanitari, dato che l acqua viene erogata per la pressione esercitata dall animale sull apposita valvola e la bacinella resta sempre vuota. Il rifornimento dell acqua necessaria ai diversi abbeveratoi è attuato per gravità tramite bacinelle montate sulle testate delle batterie e tenute piene con un sistema a galleggiante. L 5.2.5 Sistemi di trasporto delle uova. Nell allevamento delle galline in gabbia, le uova vengono deposte nel nido e di lì, grazie alla pavimentazione in pendenza, scivolano fino a un nastro trasportatore posizionato anteriormente alla gabbia, poco sotto la mangiatoia. Il nastro trasportatore è azionato giornalmente e convoglia le uova verso la testata della batteria. Lo scarico delle uova dai singoli livelli della batteria viene realizzato con due sistemi alternativi: con il saliscendi la raccolta è effettuata simultaneamente in tutti i livelli della batteria: un dispositivo a tazze solleva le uova fino alla sommità del raccoglitore e poi trasferite anteriormente in basso fino a raggiungere il livello del nastro raccoglitore, che le porterà al locale di confezionamento; con il nastro raccoglitore mobile è il nastro lo stesso che trasporta le uova al confezionamento che si sposta da un piano all altro delle gabbie raccogliendo le uova. Nei sistemi di allevamento con galline libere si può ricorrere al recupero manuale delle uova dai nidi di deposizione, ma molto più spesso si impiegano i sistemi automatizzati già descritti. L04_5_Avicoli.indd 401 5/31/18 8:36 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna