5.6.1 Controllo ambientale

L 406 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI 5.6.1 Controllo ambientale. Il controllo ambientale negli allevamenti di conigli è influenzato dal fatto che non sempre si ha la separazione del reparto riproduzione da quello di ingrasso, con conseguente maggiore difficoltà nel garantire l ambiente ideale per tutti i capi. In generale, sarebbe ideale poter garantire condizioni ambientali il più possibile costanti e paragonabili a quelle del periodo di riproduzione naturale, tenendo conto del fatto che in un allevamento la riproduzione è continua e non stagionale. I parametri ambientali principali sono rappresentati da temperatura, umidità dell aria e velocità dell aria (Tab. 4.33). La temperatura influenza notevolmente il benessere del coniglio, non solo come parametro assoluto, ma anche in combinazione con altri fattori, quali la sua velocità di variazione, unitamente a umidità e velocità dell aria. Le esigenze specifiche variano a seconda dei reparti. Per quanto riguarda il reparto riproduzione, che ospita le fattrici, i riproduttori maschi e le nidiate dei piccoli fino al giorno dello svezzamento, vanno assicurate condizioni di microambiente che favoriscano la riproduzione e riducano al minimo la mortalità dei piccoli: l intervallo di temperatura ottimale è compreso tra 16 e 18 °C. Il surriscaldamento dell ambiente nella stagione estiva porta spesso a mute parziali e penalizza la riproduzione, mentre i giovani conigli risentono maggiormente dell influenza delle basse temperature, che a volte possono compromettere la loro stessa sopravvivenza. All interno del nido va mantenuta, quindi, una temperatura di 30 °C almeno fino al 10-12° giorno di vita, quando il corpo si ricopre di pelo e il coniglio è in grado di mantenere costante la sua temperatura corporea. Nel reparto ingrasso la temperatura ideale è tra 13 e 15 °C: temperature inferiori vengono ben sopportate, se raggiunte con gradualità, mentre le temperature estive non dovrebbero superare i 26 °C; già oltre i 22 °C, infatti, l ingestione di alimenti si riduce dell 1-2% per grado di temperatura fino a 26 °C, per passare al 3-4% per grado per temperature superiori. bene tenere presente che risulta fondamentale garantire condizioni ottimali, soprattutto nel periodo iniziale che segue il distacco dei piccoli dalla madre e dalla nidiata, accompagnato anche da una variazione di alimentazione da liquida a solida. TAB. 4.33 li s m P c q 5 g d Q te p o p F p Condizioni ambientali ottimali per i conigli (fonte: Roberto e Alessandro Chiumenti) Riproduzione Ingrasso Temperatura (°C) 16-18 13-15 Umidità relativa (%) 50-70 50-70 0,25 0,10 0,50 0,20 3-4 2 3-4 2 Velocità aria (m/s) estate inverno Portata specifica ventilazione (m3/h kg p.v.) estate inverno p m ti v s n Anche l umidità relativa è un parametro fondamentale e dalla sua interazione con la temperatura si ha la temperatura percepita dagli animali, maggiore nel caso di elevate temperature e umidità. Valori di umidità del 50-70%, in concomitanza con temperature ottimali, determinano una produzione migliore. Combinazioni di basse temperature e alte umidità favoriscono l instaurarsi di malattie respiratorie; viceversa, alte temperature e basse umidità provocano irritazione delle mucose. L04_5_Avicoli.indd 406 5/31/18 8:36 AM 5 g s g n u p

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna