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L 408 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI l allevamento del coniglio , 7 maggio 2015, ultimo aggiornamento 22 maggio 2015). Le batterie di gabbie possono essere delle seguenti tipologie: batterie flat-deck; batterie a più piani. Le batterie flat-deck presentano gabbie montate su un unico piano, sono caratterizzate da larghezza media di 1,7-1,9 m e altezza di circa 1,0 m. La limitata altezza consente facile controllo visivo e manipolazione degli animali; in particolare, questa soluzione agevola le tipiche operazioni di gestione del reparto riproduzione, ovvero spostamento dei nidi e dei riproduttori per l accoppiamento. Le batterie a più piani sono caratterizzate da gabbie parzialmente sovrapposte, con disposizione simmetrica (adottata generalmente per le batterie centrali) o asimmetrica (per installazione a parete). Questa tipologia è molto utilizzata per il re- FIG. 4.69 Grigliato plastico: pur costituendo la soluzione per l animale, è meno usato di quello tradizionale parto ingrasso, dove si hanno minori esigenze preferibile in rete metallica per motivazioni economiche (Fonte: Estrona). di controllo dei singoli capi. Gabbie per fattrici. Le gabbie per fattrici sono unicellulari, con superficie di 0,30 m2, e sono dotate di nido per il parto e l allattamento dei piccoli. La batterie sono larghe 1,8-1,9 m e sono costituite generalmente da moduli di 5-6 gabbie: un fabbricato da 12,5 m di larghezza può ospitare n. 4 batterie, con corridoi larghi 0,9-1,0 m. La densità delle fattrici è pari a 16 per unità di superficie coperta (m2), per poi incrementare nel caso di batterie a più piani. Il nido è considerato un elemento fondamentale, visto che ospita i coniglietti dalla nascita fino a 4 settimane, e può influire sull incidenza della mortalità neonatale. Il nido permette alla fattrice di portare a termine il parto ed effettuare l allattamento nelle migliori condizioni, garantendo ai neonati adeguata protezione termica, grazie anche all impiego di lettiera di paglia o trucio- FIG. 4.70 Nidi esterni con in evidenza il foro che consente l accesso della fattrice (Fonte: Feba). lo di legno. L04_5_Avicoli.indd 408 5/31/18 8:36 AM d r u L in s s r G ta la g ta p s B c s m d B d fi in il te c n n a s 0 F g

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna