6. Strutture e attrezzature per l’allevamento ovicaprino

L 414 L.4 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI 6. Strutture e attrezzature per l allevamento ovicaprino L allevamento degli ovini e dei caprini che in passato era effettuato in forma estensiva in piccole mandrie, soprattutto nelle regioni centrali e del Sud Italia, si è via via diffuso anche al Nord in allevamenti di medie o grandi dimensioni, non solo nelle zone collinari o pedemontane nello sfruttamento delle cosiddette aree marginali in forma estensiva, ma anche, e soprattutto, in forma intensiva e in pianura. b 6.1 Esigenze ambientali. Diversamente da quanto si pensi, la capra è un animale 6 molto esigente in relazione al microambiente di stabulazione, risentendo soprattutto degli sbalzi di temperatura e delle correnti d aria. Per la temperatura le capre si considerano resistenti fino a livelli minimi di 6 °C; valori di temperatura inferiore anche fino a 0 °C vengono tollerati se a umidità ottimale, ma comportano un maggiore fabbisogno alimentare e una minore produzione di latte. Il campo del benessere coincide con l intervallo 10-20 °C; al di sopra di tali valori si hanno gli effetti negativi causati dal caldo. Il livello termico massimo accettabile viene fissato su 27 °C. I capretti sono più esigenti degli adulti in relazione alla temperatura, fattore che determina maggiori vincoli di tipo ambientale. Nelle prime due settimane di vita vanno garantite temperature pari a 18-20 °C, con un graduale passaggio ai 15 °C nelle tre settimane successive, fino ai 12 °C dopo la quinta settimana. Va ribadito, inoltre, che i livelli termici al di fuori del campo del benessere risultano più dannosi per il capo se raggiunti con repentinità. Ciò considerato, se da un lato per la difesa dal freddo sembra superfluo ricorrere all isolamento delle strutture, viste la limitata produzione di calore metabolico della capra (140-160 W per un capo adulto) e la necessità per i nostri climi di proteggere l ambiente dal caldo estivo, le strutture di allevamento devono essere realizzate con caratteristiche di isolamento più simili possibile a quelle utilizzate per l allevamento di suini. L umidità relativa ottimale per le capre è dell ordine del 60-75%; particolarmente dannosa risulta l alta umidità, causa di malattie respiratorie; inoltre l elevata umidità innalza la soglia di accettabilità del livello termico minimale. Il controllo ambientale viene effettuato quasi esclusivamente con la ventilazione naturale del locale, adottando ampie finestrature laterali e di colmo: si indica a tal fine un rapporto 1:20 con la superficie coperta. Per il ricambio dell aria si considerano: per l estate 120-150 m3/h capo come valore massimo; per l inverno 30 m3/h capo come valore minimo. Soprattutto nel periodo invernale, la velocità dell aria a contatto con gli animali deve essere limitata, con valori non superiori a 0,5 m/s. Per garantire buoni risultati con la ventilazione naturale il fabbricato non deve avere una larghezza eccessiva (lo standard normale è 12-15 m) e deve mantenere una discreta pendenza del tetto (30-40%) per favorire un efficiente effetto camino. Sulla base di tali indicazioni e considerata un altezza in gronda di 2,5 m, la cubatura specifica del fabbricato risulta superiore a 6 m3/capo, ritenuto il limite inferiore per le capre. Le esigenze ambientali della pecora risultano lievemente inferiori a quelle della capra: le basse temperature vengono sopportate già dopo le 5-6 settimane di età, per la protezione offerta dallo spesso vello che ricopre l animale; le alte temperature, tuttavia, sono meno sopportate per la scarsa capacità di dissipare il calore per convezione ed evaporazione. L04_6_OviniCaprini.indd 414 5/31/18 8:38 AM m d z d a c s la r p c m m n p s r c d te m d il g n d a d d in v p r ta

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna