SEZIONE L

i. ioò e ai, o- di r li a egdi e n idi in o no o e e iae da iri la STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO OVICAPRINO L 419 La stabulazione in gruppo unico determina, tuttavia, i seguenti inconvenienti: 1. necessità di effettuare la conta degli animali prima dell ingresso nella sala di mungitura; 2. necessità di effettuare la monta in locale diverso, per poter controllare le coperture; 3. impossibilità di effettuare razionamenti differenziati agli animali in base alla produ- zione; 4. difficoltà nel controllare lo stato di salute dei singoli animali. Questo sistema di stabulazione viene generalmente indicato per una mandria con non più di 150 animali. La soluzione preferibile è rappresentata dalla suddivisione delle capre in gruppi, perché consente un buon controllo sanitario degli animali e il razionamento alimentare differenziato per gruppi di animali omogenei. Nella stabulazione libera in gruppi i capi vengono suddivisi in lotti di numero uguale o multiplo del numero di poste di mungitura: i numeri più ricorrenti sono pari a 12, 24 e 48. Quale che sia la scelta tra la stabulazione libera in unico gruppo o in più gruppi, l area da mettere a disposizione degli animali può essere suddivisa tra zona di riposo, zona di alimentazione, zona di esercizio (o paddock). La zona di riposo della capra viene generalmente realizzata su lettiera permanente. La stabulazione è attuata su pavimentazione di cemento coperta di lettiera di paglia che viene a costituire anche una barriera di isolamento dal terreno; aspetto rilevante considerando che la capra risente molto del freddo. L impiego di lettiera non è molto elevato richiedendo quantità di paglia di 0,2 kg/capo per giorno. La pulizia dell area di stabulazione viene attuata ogni 6 mesi circa; in tale periodo si accumula uno spessore di 0,35-0,40 m di letame. L utilizzo del trattore con lama raschiante o pala oppure l impiego di trattorini porta-attrezzi costituiscono una pratica comune e risulta, quindi, indispensabile che i divisori dei box siano facilmente rimovibili e che le porte di accesso abbiano dimensioni tali da garantire facili manovre del mezzo meccanico. A tale fine è utile predisporre portoni di almeno 3 3 3 m. La superficie a lettiera permanente da dedicare alla zona di riposo è di 1,2-1,4 m2 per capra, a seconda della razza. Qualora non si abbia una differenziazione tra zona di riposo e zona di alimentazione, la superficie per capo deve risultare di 1,5-1,7 m2/capo. I paddock esterni sono necessari anche nel caso si ricorra al pascolamento della capra. La soluzione ottimale per la realizzazione del paddock è la predisposizione di una zona pavimentata in cemento in prossimità della stalla e di una zona più esterna in terra battuta. La superficie da dedicare a ciascun capo è di 4-5 m2/capo nel caso in cui si faccia ricorso al pascolo, e di 7-8 m2/capo nel caso si ricorra al confinamento completo. La recinzione per il paddock deve essere alta ameno 1 m ed è bene ricorrere, piuttosto che a recinzioni rigide, a recinzioni in rete metallica, per la maggiore elasticità agli urti. La zona di alimentazione, che consente all animale di accedere alla mangiatoia, risulta generalmente separata dalla zona di riposo, essendo realizzata a una quota superiore. Nel caso di mungitura effettuata nell apposita sala, il dislivello tra le due pavimentazioni non supera i 0,4 m; nel caso, invece, in cui questa operazione venga effettuata nello stesso box di stabulazione, la sopraelevazione deve essere di 0,8 m, dovendosi su questa effettuare la mungitura in posizione eretta. L04_6_OviniCaprini.indd 419 L 5/31/18 8:38 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna