SEZIONE L

L 420 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI La sopraelevazione consente anche una migliore ginnastica funzionale agli animali, necessaria alle capre per migliorare il loro stato di salute data la loro natura vivace; vengono, comunque, realizzate delle pedane inclinate per un migliore accesso alla mangiatoia. La zona di alimentazione è generalmente realizzata della larghezza di 0,8 m, pari alla lunghezza dell animale; risulta separata dalla corsia di foraggiamento dalla rastrelliera. La rastrelliera ha la funzione di determinare la separazione tra l area di alimentazione e la corsia di foraggiamento, pur garantendo all animale lo spazio necessario per l ingestione degli alimenti. Lo spazio necessario per una capra sul fronte della mangiatoia è di circa 0,35 m (per le razze Alpine e Saanen 1 m di mangiatoia è sufficiente per 3 capi): dimensioni leggermente maggiori (fino a 0,40 m) possono essere indicate per razze a taglia particolarmente grossa. La tipologia più razionale è la rastrelliera auto-catturante, che risulta non solo utile per la mungitura, ma anche auspicabile per poter effettuare un migliore controllo sanitario degli animali e per evitare fenomeni di competizione alimentare che si possono manifestare anche nel caso venga rispettata l irrinunciabile esigenza di garantire la contemporanea presenza sulla mangiatoia di tutti i capi. Le rastrelliere auto-catturanti sono realizzate sia in legno che in ferro, con forme diverse, ininfluenti sul risultato. solo importante che sia possibile effettuare il bloccaggio e lo sbloccaggio degli animali congiuntamente per ciascun gruppo, per agevolare il lavoro degli operatori di stalla e garantire l interasse di 0,35 m. Va inoltre ricordato che lo spazio necessario per l introduzione della testa dell animale è di 0,18-0,20 m. Le rastrelliere non auto-catturanti sono generalmente realizzate con due tubazioni metalliche (o listoni in legno) orizzontali, delle quali quella inferiore è bene sia registrabile nell altezza dalla mangiatoia: nel caso in cui le zone di riposo e alimentazione siano unificate, infatti, è necessario sollevare la mangiatoia all aumentare della lettiera. Poiché la razione alimentare della capra può comprendere sia il fieno che gli insilati o il foraggio verde, oltre ai concentrati, la tipologia della mangiatoia varia di conseguenza. La mangiatoia deve essere installata a 0,30-0,40 m sopra il piano di appoggio dell animale: è evidente la maggiore difficoltà della distribuzione meccanica degli alimenti nel caso di mangiatoie sopraelevate, come avviene quando la zona di alimentazione serve anche per la mungitura. Oltre alla mangiatoia vera e propria vengono usate le rastrelliere multiple per il fieno (spesso, anche per i concentrati), disposte frequentemente in corrispondenza degli elementi divisori trasversali dei box. Per l abbeverata si utilizzano abbeveratoi a livello costante, sia a tazza singola che ad abbeveratoio multiplo; a prescindere dalla tipologia, è buona norma effettuare l installazione a un altezza da terra di 0,7-1,0 m per evitare che l acqua venga sporcata dagli animali. Per favorire l accesso all abbeveratoio si deve realizzare sulla parete un appoggio per gli arti anteriori dell animale a un altezza di 0,4-0,5 m. La soluzione più razionale per garantire una corretta distribuzione degli alimenti è rappresentata dalla corsia di foraggiamento centrale, longitudinale. Questa, per garantire un agevole passaggio del trattore con il rimorchio o con le altre attrezzature per la distribuzione della razione alimentare, deve avere una larghezza di 3 m (mangiatoie escluse). Nei piccoli allevamenti, in cui la distribuzione avviene manualmente con l aiuto di piccoli carrelli, la larghezza della corsia è limitata a 1,5-2,0 m; ancora più ridotta risulta, poi, la corsia nel caso di distribuzione automatizzata degli alimenti con nastro trasportatore: in questo caso può essere sufficiente una larghezza di 1 m. L04_6_OviniCaprini.indd 420 5/31/18 8:38 AM p r d v è fa lo n u d s q lo in 5 è c r c ta 5 ti d p la s d s d s b l la b 0 c

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna