SEZIONE L

L 426 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI Una particolare tipologia di impianto di mungitura a lattodotto è quello trasferibile su monorotaia (Fig. 4.83): il gruppo del vuoto fisso è collegato con tubazione flessibile al sistema di mungitura che viene spostato longitudinalmente nella stalla ed è costituito da: tubazione del vuoto; tubazione del latte; tubazione di lavaggio; 4 o 6 gruppi di mungitura; bidone di raccolta del latte. L adozione della sala di mungitura trova giustificazione nell esigenza di contenere al minimo il tempo di mungitura e di operare nelle condizioni igieniche migliori garantendo agli operatori condizioni di lavoro ottimali. 9 3 10 1 6 2 2 FIG. 4.83 Schema di impianto trasferibile: (1) pompa del vuoto; (2) gruppi prendicapezzoli; (3) tubazione del latte; (4) tubazione del vuoto; (5) tubazione di lavaggio, (6) bidone di raccolta latte; (7) attacchi per il lavaggio dei gruppi; (8) tubazione flessibile del vuoto; (9) indicatore del vuoto; (10) regolatore del vuoto. Le sale di mungitura si distinguono in: sale di mungitura fisse; sale di mungitura rotative. Le sale di mungitura fisse oggi in uso sono realizzate con disposizione delle poste ortogonalmente alla fossa di mungitura ( poste a pettine o poste parallele ). In queste l animale è bloccato dalla rastrelliera autocatturante che costituisce parte integrante della sala ed è di norma affiancata dalla mangiatoia di distribuzione dei concentrati. Questa operazione ha anche la funzione di mantenere più tranquillo l animale durante la mungitura. La soluzione più diffusa per la sala fissa è quella a due ordini di poste simmetriche rispetto alla fossa di mungitura: i numeri di poste più comunemente adottati sono 12 o 24, potendo arrivare anche a 36. Adottando la sgocciolatura meccanica il numero di gruppi assegnabili a un operatore è pari a 6 unità; cosicché il numero dei gruppi installati nella sala sarà strettamente dipendente dal numero di operatori previsto. Così, per esempio, una sala 2 3 12 poste potrà montare 6 o 12 gruppi rispettivamente per 1 o 2 operatori nell ordine. Il numero dei capi mungibili in un ora viene calcolato con la relazione: capi munti all ora 5 (3.600 N )/T dove: N 5 numero di gruppi di mungitura; T 5 tempo medio di mungitura di un capo, in secondi. Con una routine T 5 140 secondi e un numero di gruppi N 5 6 (cioè con un operatore), l impianto è in grado di mungere 150 capi all ora; con N 5 12 (cioè con 2 operatori), si passa a 300 capi munti all ora. L04_6_OviniCaprini.indd 426 2 3 8 4 5 6 tu 1 5/31/18 8:38 AM ta la a z n s v r q n r d s a d d s s m p la ti tr lo to m m c g a ti d u

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna