6.4.1 Sistemi e tempi di mungitura

u al o n- al n- a e ). e ne di e ao ri te oo- STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO OVICAPRINO L 427 6.4.1 Sistemi e tempi di mungitura. I tempi di accesso e uscita dalla sala di mungitura possono venire ridotti adottando i seguenti sistemi: 1. rastrelliera mobile a spostamento pneumatico: gli animali entrano, vengono bloccati sulla mangiatoia mediante la rastrelliera autocatturante, quindi il mungitore fa arretrare la rastrelliera con gli animali verso la fossa. Alla fine della mungitura viene effettuato lo sbloccaggio degli animali con una operazione inversa (entrata ed uscita laterali); 2. rastrelliera sollevabile anteriormente, con rampa di discesa per gli animali (entrata latrale ed uscita anteriore); 3. sollevamento idraulico dei gruppi di mungitura, con entrata e uscita degli animali dalla fossa. Le sale di mungitura rotative possono risultare vantaggiose nei grandi allevamenti per la riduzione dei tempi di mungitura, grazie allo spostamento nella sala degli animali anziché degli operatori e alla maggiore meccanizzazione delle operazioni. Le tipologie di sala di mungitura presenti sul mercato sono varie, ma la più diffusa è quella con poste radiali (Fig. 4.84). Il numero delle poste per questo tipo di sala è pari a 24, 48 e 60; il numero di operatori necessari alla mungitura è di 2-3 mungitori per la sala a 24 poste di 3-4 per le sale aventi un numero di poste superiore. Il numero di capi mungibile all ora dall impianto è correlato alla velocità FIG. 4.84 Caratteristiche delle sale di mungitura rotanti più di rotazione della piattaforma e al numero diffuse. delle poste su di essa presenti: può essere stimato con la relazione valida per le sale fisse, considerando per N il numero di poste di mungitura e per T il tempo necessario alla piattaforma per effettuare una rotazione. Per la mungitura al pascolo sono utili gli impianti mobili su telaio semovente o carrellato trainabile dal trattore: è quest ultima la tipologia su cui hanno maggiormente soffermato l attenzione i produttori di attrezzature di mungitura. L impianto carrellato è essenzialmente costituito da un rimorchio strutturato come una piccola sala di mungitura fissa, generalmente a 12-24 poste con rastrelliere autocatturanti e distribuzione dei concentrati (Fig. 4.85), realizzate alla normale altezza 4.85 Impianto di mungitura carrellato per il pascolo a due di 0,8 m da terra, per consentire ai mungitori FIG. ordini di poste: (a) nella naturale: collocazione all aperto; (b) in una un lavoro agevole. installazione al coperto (Fonte: Piccarolo). L04_6_OviniCaprini.indd 427 L 5/31/18 8:38 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna