7. Strutture e attrezzature per l’allevamento equino

L 428 L.4 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI 7. Strutture e attrezzature per l allevamento equino L allevamento del cavallo ha subito negli ultimi decenni un profondo cambiamento, essendo venuta a mancare la richiesta di animali da lavoro. Infatti l allevamento di muli e di asini è progressivamente sceso dal milione di capi registrato all inizio degli anni 60 del secolo scorso a meno di 200.000 esemplari, numero di poco inferiore a quello dei cavalli oggi allevati. La sensibile importazione di carne equina, sia di animali vivi da macellare sia di carne, e la crisi di altri settori zootecnici stanno, seppure lentamente, rivitalizzando il settore poiché utilizzano soprattutto le zone marginali del nostro Paese e, in particolare, quelle appenniniche e alpine. 7.1 Allevamento del cavallo. Il cavallo è l animale che presenta minori problemi di microclima e di stabulazione, adattandosi ottimamente al variare delle condizioni di temperatura e umidità relativa dell aria. Infatti, poiché gran parte della sua giornata è passata all aperto, non si presentano grandi problemi di ricambio dell aria del locale di stabulazione. I problemi di climatizzazione, inoltre, non assumono grande rilievo considerando che la cubatura unitaria del fabbricato viene mantenuta di norma al di sopra di 30 m3/capo; tuttavia è importante evitare le correnti d aria. Le condizioni ottimali di stabulazione sono, comunque, comprese tra i 5-20 °C per la temperatura e il 60-80% per l umidità relativa. Le principali caratteristiche del ciclo produttivo dei cavalli vengono riportate in TAB. 4.37 Dati caratteristici del ciclo Tabella 4.37. riproduttivo dei cavalli Gli allevamenti si possono dividere in: Durata ciclo estrale 21 gg allevamenti da carne; Durata gravidanza 330-340 gg allevamenti per sport equestri. Prima fecondazione Le strutture per i cavalli assumono una notevo- età 18 mesi le importanza solo per gli allevamenti da corsa Numero parti/anno 1 ed equitazione, poiché la produzione di animali Numero puledri per parto 1 da carne può avvenire in allevamenti bradi o sePeso puledro alla nascita 40-60 kg mibradi, in allevamenti di tipo estensivo. 7.2 Sistemi di stabulazione. I sistemi di stabulazione del cavallo possono essere distinti in: s tabulazione individuale, adottata generalmente per gli animali di pregio, negli allevamenti di cavalli da equitazione e da corsa; s tabulazione collettiva, adottata prevalentemente negli allevamenti da carne, soprattutto per quella semi-libera, all aperto. Indipendentemente dal sistema di stabulazione, nelle stalle per i cavalli la pavimentazione viene comunemente realizzata in cemento, con l accortezza di evitarne la scivolosità scegliendo materiali antisdrucciolo e creando pendenze dell 1,5-2,0% verso un pozzetto di raccolta delle urine e delle acque di lavaggio dei box. Nei box la stabulazione viene generalmente effettuata su lettiera, anche se questo materiale presenta delle controindicazioni, essendo appetita dall animale; in alternativa si possono utilizzare il truciolo di legno, segatura e torba. Si possono adottare, inoltre, tappeti di gomma che, oltre a rendere più accogliente il box, risultano facili da pulire, offrono maggiore stabilità al cavallo e consentono di ridurre la manodopera necessaria per la pulizia giornaliera dei locali. Per la stabulazione collettiva, generalmente adottata per il cavallo da carne, le esigenze di pulizia dell animale sono meno importanti, per cui si può accettare un rinnovo della L04_7_Cavalli.indd 428 5/31/18 9:54 AM le a d d d m d 7 v m d ta r s m 4 c p n u a il r h d n a d b in te d z 1 e s te 1 a r n b d r in b c

SEZIONE L
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L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna