7.2.1 Stabulazione in box individuali

o, li ni o a e, e mi di è di na di r e li o- nin ao a iei na L 429 STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ALLEVAMENTO EQUINO lettiera con frequenza settimanale, anziché giornaliera, con minori oneri di manodopera rispetto ai box individuali. La pavimentazione della stalla deve essere realizzata ad almeno 0,15 m dalla quota di campagna in modo da garantire un ambiente più asciutto. 7.2.1 Stabulazione in box individuali. I box rappresentano l elemento modulare dell allevamento dei cavalli sia da corsa che da equitazione; sono generalmente caratterizzati da base quadrata, con dimensioni che possono variare tra un minimo di 3 3 3 m e un massimo di 4 3 4 m, dimensioni da considerare come minime per le fattrici con il puledro (Tab. 4.38). La realizzazione delle pareti può essere effettuata utilizzando diversi materiali: oltre alla muratura viene spesso utilizzato il legno, adottato anche per strutture prefabbricate. Le pareti del box hanno un altezza che varia a seconda che il box sia installato all interno di un fabbricato o all aperto, adottando nel primo caso un altezza dell ordine di 2,5 m, mentre per i box all aperto sono previste altezze in gronda dell ordine di 3,0 m e altezze di colmo di 3,5-4,0 m, a seconda della disposizione dei box. Le porte dei box sono caratterizzate da una larghezza dell ordine di 1,2 m e da un altezza di 2,2-2,5 m e sono suddivise in due battenti sovrapposti apribili separatamente: la parte inferiore è alta circa 1,3 m e ha la funzione di accesso al box; quella superiore favorisce il ricambio dell aria e permette all animale di sporgersi all esterno del box stesso. La tipologia costruttiva della porta varia anch essa al variare dell alloggiamento: per i box interni si possono adottare porte a battente superiore pieno o chiuso con una semplice grata metallica; L04_7_Cavalli.indd 429 TAB. 4.38 Dati dimensionali dei box individuali per i cavalli Cavallo Fattrice Lunghezza (m) 3,5 4,0 Larghezza (m) 3,2 4,0 Superficie (m2) 11 16 Cubatura unitaria (m3) 35-40 50-60 Altezza parete: box interni box esterni (m) (m) 2,5 3,0-3,5 2,5 3,0-3,5 Porta: larghezza altezza: battente inferiore (m) battente superiore (m) 1,2 1,2-1,3 0,9-1,0 1,2 1,2-1,3 0,9-1,0 L FIG. 4.86 Schema di scuderia a due ordini di box con corsia centrale interna. 5/31/18 9:54 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna