8. Gestione di reflui zootecnici

L 434 L.4 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI 8. Gestione di reflui zootecnici 8.1 Caratteristiche quantitative e qualitative degli effluenti zootecnici. La diversificazione degli indirizzi produttivi e delle tipologie costruttive dei ricoveri zootecnici comporta una differenziazione anche delle caratteristiche quantitative e qualitative dei reflui zootecnici. In linea generale, nel settore bovino (vacche da latte, bovini da carne, vitelli a carne bianca) e nel settore suino (ciclo chiuso e ingrasso), la gestione di reflui in forma liquida (liquami, effluenti non palabili ) rappresenta oggi la tendenza di gran lunga più diffusa. In questi settori, l utilizzo di lettiere e quindi l ottenimento di effluenti solidi risultano limitati alle situazioni produttive meno intensive (es. vacche da latte su lettiera permanente, suinicoltura biologica, ecc.). Nei settori avicolo e cunicolo, invece, è più diffusa la gestione di effluenti in forma solida, in quanto si ottengono effluenti palabili sia con l impiego di materiale di lettiera (es. polli da carne, tacchini) sia senza di esso (es. galline ovaiole, conigli). Gli effluenti zootecnici, dunque, presentano contenuti di sostanza secca molto variabili che mediamente sono compresi tra il 2 e il 9% per i suini, tra il 9 e il 18% per i bovini, sono superiori al 14% per i conigli e gli avicoli, e arrivano a valori anche superiori al 25% di sostanza secca in presenza di specifici trattamenti (es. disidratazione della pollina, compostaggio, separazione liquido/solido) (Fig. 4.90). Per quanto riguarda la definizione delle caratteristiche quantitative e qualitative dei diversi effluenti zootecnici, si deve fare riferimento al decreto MIPAF del 25 febbraio 2016 (Gazzetta Ufficiale n. 9 del 18 aprile 2016), vista la direttiva n. 1991/676/CE Direttiva nitrati , il quale stabilisce le quantità di effluenti zootecnici da considerare per ciascuna specie FIG. 4.90 Valori indicativi del contenuto medio di sostanza secca degli effluenti zootecnici ottenuti dalle principali specie allevate, forma fisica degli effluenti e principali modalità gestionali (sistemi di movimentazione, stoccaggio e distribuzione). L04_8_RefluiZootecnicii.indd 434 5/31/18 9:56 AM a n s s d v d e

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna