8.2.2 Concimaie

L 438 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI dove: Vp 5 volume del pozzetto di raccolta (m3); pv 5 peso vivo allevato (t); vl 5 volume di liquami e/o acque di lavaggio (m3/t p.v. anno); t 5 tempo di ritenzione (giorni). Il volume di liquami o acque di lavaggio può essere stimato sulla base di quanto riportato in precedenza (Tab. 4.40), mentre il tempo di ritenzione dovrà coincidere con quello indicato per gli effluenti non palabili (180 giorni per le Regioni settentrionali, nelle zone vulnerabili, 150 per le altre Regioni). Le strutture per lo stoccaggio degli effluenti non palabili (lagoni e vasche) possono essere dimensionate utilizzando la seguente formula: pv # vnp # t 1 m3 2 dove: Vu 5 365 Vu 5 volume utile del lagone o vasca (m3); pv 5 peso vivo allevato (t); vnp 5 volume di effluente non palabile prodotto (m3/t p.v. anno); t 5 tempo di ritenzione (giorni). La dimensione effettiva delle strutture per lo stoccaggio degli effluenti (Vt ) dovrà sommare, al volume utile così determinato (Vu ), il volume di eventuali acque meteoriche raccolte e convogliate (Vm ), il volume di eventuali acque di lavaggio aggiuntive (Va ), il volume occupato da eventuali pilastri interni, ostacoli, pompe o altre attrezzature (Vi ), il volume di effluenti che non viene rimosso dalle strutture e che staziona permanentemente sul fondo (Vf ). In conclusione, il volume totale delle vasche di stoccaggio dovrà risultare dalla seguente sommatoria: Vt 5 Vu 1 1Vm 1 Va 1 Vi 1 Vf 2 1 m3 2 Al fine di indurre un più alto livello di stabilizzazione dei liquami, gli allevamenti che producono più di 6.000 kg di azoto per anno devono prevedere il frazionamento del volume totale risultante in almeno due vasche di stoccaggio, effettuando il prelievo a fini agronomici dalla vasca contenente liquame stoccato da più tempo. 8.2.2 Concimaie. Le concimaie possono essere del tipo a fossa (realizzate con scavo a una quota inferiore al piano di campagna) o a platea (con pavimento alla stessa quota del piano di campagna o lievemente inferiore). Il fondo delle concimaie è realizzato con un accurata gettata in calcestruzzo, dovendo essere adeguatamente impermeabilizzato e caratterizzato da una portanza tale da reggere senza cedimenti il peso del materiale accumulato e dei mezzi utilizzati per la movimentazione. Il fondo deve essere dotato di adeguata pendenza (generalmente 1,5-2,5%) per il convogliamento verso appositi sistemi di raccolta e stoccaggio dei liquidi di sgrondo e/o delle eventuali acque di lavaggio (pozzetti di raccolta del colaticcio). Le concimaie a fossa devono prevedere una rampa di accesso per i mezzi meccanici, generalmente su uno dei lati più corti. Le concimaie a platea, invece, devono essere munite di idoneo cordolo o muro perimetrale (almeno 0,3 m di altezza) per evitare il disperdimento dei liquidi, con un apertura di accesso ai mezzi meccanici sul lato a monte della pendenza (Figg. 4.91 e 4.92). L04_8_RefluiZootecnicii.indd 438 5/31/18 9:56 AM F 8 s fi c d n p n r g F

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna