8.3.1 Separazione liquido/solido

a) pa di e ae e en ae m. e irao GESTIONE DI REFLUI ZOOTECNICI L 443 facilitare il successivo stoccaggio e la movimentazione dei liquami; ridurre l eventuale carica patogena; inattivare gli organi di propagazione delle infestanti e i parassiti; rendere possibile lo spandimento dei reflui in copertura anche con sistemi di fertir- rigazione. Nelle zone in cui l apporto di effluenti risulta eccedentario rispetto alla capacità di asportazione dei nutrienti da parte delle colture, si possono avere ripercussioni negative sulla qualità delle acque sotterranee e superficiali, e anche in atmosfera. In questi casi il carico di nutrienti (in particolare dell azoto) deve essere ridotto con il ricorso a trattamenti più energici , spesso riconducibili a tecniche variamente combinate tra loro per ottenere linee di trattamento applicabili a livello interaziendale o consortile (es. digestione anaerobica 1 separazione liquido/solido 1 trattamento aerobico o trattamenti di nitrificazione/denitrificazione). Di seguito vengono descritte le tecniche applicabili a livello aziendale (separazione liquido/solido, trattamento aerobico e trattamento anaerobico). 8.3.1 Separazione liquido/solido. La separazione liquido/solido è un trattamento fisico che permette di diminuire il contenuto di sostanza secca del liquame tal quale, cioè chiarificare la frazione liquida e contemporaneamente ottenere una frazione solida palabile. Impiegata come trattamento preliminare ai fini dell utilizzazione agronomica dei liquami, la separazione liquido-solido offre numerosi vantaggi: migliora la pompabilità dei liquami, riducendo possibili intasamenti delle pompe e delle tubazioni; contribuisce a ridurre la sedimentazione dei solidi nei bacini di stoccaggio o nei canali di movimentazione dei liquami (tale inconveniente può portare, nel giro di pochi anni, a vistose riduzioni del volume utilizzabile obbligando a costose, quanto difficili, operazioni di pulizia); riduce la spesa energetica per il funzionamento delle eventuali attrezzature di aerazione e omogeneizzazione del liquame; rende possibile l impiego dei liquami in copertura e permette l impiego della frazione liquida chiarificata ed eventualmente diluita con i sistemi di fertirrigazione. La separazione liquido/solido dei liquami zootecnici può avvenire per sedimentazione o per vagliatura meccanica. La sedimentazione avviene per effetto della forza di gravità, in virtù della differenza di massa volumica tra le particelle solide presenti nei liquami e l acqua di diluizione. Il processo, applicabile ai soli liquami di porcilaia, non ha avuto finora la giusta valorizzazione, anche se potrebbe, da solo, costituire una valida alternativa, o integrazione, agli schemi di trattamento convenzionali. La sedimentazione, in particolare, può essere attuata realizzando due o più vasche poste in serie con collegamento a sifone disposto a non più di 1,0 m dalla superficie, in modo da far afferire al bacino successivo la sola frazione chiarificata surnatante. La vagliatura avviene meccanicamente sfruttando l ingombro dimensionale delle particelle solide contenute nei liquami, che vengono trattenute da un apposita superficie a maglie, fori o fessure filtranti. Le attrezzature più diffuse sono essenzialmente riconducibili alle due tipologie dei separatori a vaglio cilindrico rotante con rulli pressori e ai vagli cilindrici fissi con coclea interna, adottabili sia con liquami bovini sia con liquami suinicoli o cunicoli. L04_8_RefluiZootecnicii.indd 443 L 5/31/18 9:56 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna