SEZIONE L

a i. ee e- o ti GESTIONE DI REFLUI ZOOTECNICI L 445 Attrezzature per il trattamento aerobico. Le attrezzature disponibili sono essenzial- mente riconducibili alle turbine di superficie, agli aeratori a elica sotto-superficiali e agli aeratori di fondo a eiettore. Le cosiddette turbine di superficie sono in grado di attuare l ossigenazione con una energica movimentazione dei liquami, essendo dotate di una girante operante a livello superficiale il cui ruolo è quello di richiamare il liquame dal basso verso l alto, mettendolo a contatto con l aria atmosferica (Fig. 4.98). Questa tipologia di aeratori è oggi considerata superata, in ordine alla maggiore emissione in atmosfera di odori molesti e aerosol. a b ne E E e o li aie il di a e ). e- e FIG. 4.98 (a) Aeratore sottosuperficiale a elica (in particolare: A motore elettrico sommerso; B - elica rotante; C - tubazione di aspirazione dell aria atmosferica; D - colonna di supporto; E - argano di recupero e per la variazione della profondità). (b) Aeratore di profondità a eiettore (in particolare: A - pompa centrifuga sommersa, lato aspirazione; B - eiettore con ugello per effetto Venturi; C - tubazione di aspirazione dell aria atmosferica; D - colonna di supporto; E - argano di recupero e per la variazione della profondità). C D C D B A B A L Gli aeratori sotto-superficiali funzionano ad aria aspirata e sono caratterizzati da una girante a pale o a coclea, simile a quella dei piccoli mixer, la cui rotazione determina una depressione che viene sfruttata per aspirare aria atmosferica. Tale tipologia di aeratori è piuttosto diffusa, perché può garantire buoni risultati di miscelazione e ossigenazione; operano a una profondità non superiore a 1 m, dato che la quantità di aria aspirata decresce rapidamente all aumentare della profondità di installazione. Gli aeratori di fondo utilizzati per i liquami zootecnici sono essenzialmente riconducibili alla categoria di macchine che sfruttano il cosiddetto effetto Venturi dell eiettore applicato: l aria atmosferica è richiamata in profondità dalla depressione creata in conseguenza dell espansione del liquame forzato da una pompa nel passaggio attraverso un apposito ugello. Questa tipologia di attrezzature è in grado di controllare la sedimentazione meglio degli ossigenatori sotto-superficiali ed è disponibile con potenze molto elevate, anche se i modelli più diffusi presentano potenze installate di 5-10 kW. Il trattamento aerobico, pur essendo impegnativo sotto l aspetto energetico, è senz altro il sistema di deodorizzazione più sicuro per la sua elasticità d impiego, data la sua completa modularità a seconda delle esigenze di impiego. L04_8_RefluiZootecnicii.indd 445 5/31/18 9:56 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna