8.4 Trattamenti effluenti solidi per la valorizzazione

L 448 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI F d FIG. 4.101 Produzioni di biogas ottenibili da liquami bovini e suini e relative rese di cogenerazione elettrica e termica (le rese medie sono comprese tra le due linee tracciate per ogni grafico). 8.4 Trattamenti effluenti solidi per la valorizzazione agronomica. I materiali reflui solidi palabili, come le lettiere avicole, la pollina prodotta dalle batterie per galline ovaiole o negli allevamenti a terra, oppure la frazione solida ottenuta dal processo di separazione liquido/solido, possono essere sottoposti, in vista dell utilizzo agronomico, a trattamenti biologici o fisici di valorizzazione agronomica o energetica, quali il compostaggio, la disidratazione o la combustione. Il substrato di partenza può essere miscelato ad altre matrici, atte a conferire migliore struttura (es. paglia trinciata, trucioli di legno, ecc.) o ad assicurare maggiore velocità di degradazione biologica (es. residui agroalimentari ricchi di carboidrati) (Fig. 4.102). L04_8_RefluiZootecnicii.indd 448 5/31/18 9:56 AM 8 te s u c m d tu e u s p

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna