SEZIONE L

o e a. a o mdi e di ei ri di o a ù a a e si e. e el e on o g, n- STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ACQUACOLTURA TAB. 4.43 L 455 Caratteristiche dei principali materiali impiegati in acquacoltura (fonte: Wheaton, 1999) Materiale Caratteristiche positive Caratteristiche negative Calcestruzzo Possibilità di realizzare strutture di grande dimensione e di diversa forma con getto in opera o prefabbricazione, facilità di lavorazione, resistenza meccanica (c.a.), basso costo per unità di volume, elevata durabilità. Elevata massa volumica, utilizzabile solo per manufatti permanenti; le superfici devono essere lisciate; difficoltà di pulizia e disinfezione a causa della porosità superficiale, possibilità di rilascio di sostanze pericolose e quindi necessità di flussaggio d acqua pulita prima dell impiego. Metalli, acciaio Ampia possibilità di impiego: in strutture di dimensioni medio-grandi (vasche, serbatoi), in attrezzature fino a piccolissimi componenti, come supporto strutturale ad altri manufatti; elevata durabilità, resistenza e scabrezza superficiale. Elevata massa volumica, difficoltà di trasporto (per le grandi strutture), possibilità di corrosione di tipo galvanico, possibilità di rilascio di ioni tossici (rame, zinco, nell acciaio galvanizzato). Acciaio inossidabile Elevata resistenza e durabilità, alta resistenza a corrosione in acqua dolce e relativamente alta in acqua salata, possibilità di realizzazione di lamine sottili e fili. Costo elevato, difficoltà di impiego in acqua salata stagnante (corrosione). Leghe di rame Elevata resistenza al biofouling e alla corrosione. Tossicità, possibilità di assorbimento e accumulo nei tessuti. Materiali plastici e gomme sintetiche, in generale Elevata durabilità, scabrezza superficiale, leggerezza, facilità di lavorazione, stampaggio, conferimento forma, facilità di riparazione. Costo relativamente elevato, vulnerabilità a diverse forme di inquinamento, sensibilità alla radiazione UV, possibilità di rilascio di composti tossici (anche in conseguenza dei processi di produzione), necessità di operazioni di condizionamento prima dell impiego. Vetroresina Elevata resistenza meccanica, leggerezza, durabilità, rigidezza, basso costo, resistenza alla radiazione UV, chimicamente inerte. Possibili perdite di fibre di vetro (se non correttamente realizzata), limitata elasticità. Vinile, PE polietilene, gomme butiliche Elevata flessibilità, elasticità, scabrezza delle superfici, facilità di pulizia. Durabilità non molto prolungata, facilità di lacerazione, rotture, perforazioni, difficoltà di saldatura (PE). Acrilici Elevata rigidità, trasparenza; chimicamente inerte in acqua dolce e salata. Possibilità di dilatazione e deformazioni in seguito a variazioni di umidità e temperatura. PVC polivinilcloruri Elevata resistenza meccanica; facilità di lavorazione e forgiatura; basso costo. Sensibilità a invecchiamento, radiazione UV, inquinamento industriale. PP polipropilene Elevata resistenza meccanica; facilità di lavorazione e forgiatura; chimicamente inerte in acqua dolce e salata. Costo relativamente elevato; difficoltà di saldatura. Legno Basso costo; possibilità di auto-costruzione (piccoli manufatti); leggerezza. Necessità di intelaiature strutturali per evitare la flessione; necessità di rivestimenti impermeabili; tossicità (nel caso di legno trattato o verniciato). di li a- L04_9_Acquacoltura.indd 455 L 5/31/18 9:58 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna