9.2.2 Approvvigionamento idrico e scarico

L 458 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI La realizzazione per escavazione è in genere un intervento molto costoso; lo svuotamento degli stagni ottenuti per escavazione, inoltre, può avvenire solo con il sollevamento meccanico dell acqua, mentre il riempimento può avvenire per gravità con prelievo da acque superficiali. L escavazione e il riporto consentono una realizzazione più economica rispetto alla precedente e permettono il prosciugamento e il riempimento parziale per gravità; inoltre evitano, in parte, le perdite per infiltrazione. Infine gli stagni sopraelevati, realizzati mediante la sola formazione di argini, possono consentire notevoli risparmi in fase di costruzione se si dispone di terreni argillosi o comunque sufficientemente compatti. Il prosciugamento degli stagni ottenuti per riporto di terreno può avvenire per gravità, mentre il riempimento, qualora siano disponibili acque superficiali, deve essere eseguito a mezzo di pompe. Gli argini rappresentano la struttura fondamentale per la realizzazione degli stagni artificiali fuori terra o parzialmente interrati. La pendenza delle sponde, pur variabile in funzione del grado di compattamento del terreno, deve essere mantenuta su valori tali che la loro larghezza, misurata sulla proiezione orizzontale, risulti almeno doppia rispetto alla loro altezza (Fig. 4.106). La profondità dei bacini varia tipicamente da 0,8 a 2,5 m. La profondità minima è generalmente scelta in funzione della produttività e in modo da impedire la penetrazione delle luce fino al fondo evitando così la crescita di vegetali radicanti. Nel contempo, lo stagno non deve essere troppo profondo, al fine di minimizzare la quantità di acqua utilizzata, di limitare la stratificazione e di facilitare le operazioni di raccolta. Per garantire un deflusso rapido in fase di prosciugamento, il fondo dovrebbe avere una pendenza dello 0,2-0,4% verso il punto di evacuazione delle acque. F ch d u b t l R r d r s id m c r c 9 FIG. 4.106 Dimensioni strutturali di un argine sopraelevato: H 5 altezza dell argine; 2 H 5 lunghezza del piede (pendenza delle sponde 5 2:1); Hs 5 franco di sicurezza (distanza di sicurezza tra il livello massimo di adacquamento e il coronamento dell argine). 9.2.2 Approvvigionamento idrico e scarico. Le canalizzazioni per il trasporto dell acqua possono essere a cielo aperto (es. canali di irrigazione per le colture agricole) oppure vere e proprie condutture fuori terra o interrate. L approvvigionamento idrico deve essere effettuato con acqua pulita e ossigenata, effettuando il prelievo dalla fonte di alimentazione in posizione superficiale ed evitando il prelievo dal fondo, mentre lo scarico dell acqua deve avvenire il più possibile in prossimità del fondo eliminando i sedimenti e i composti tossici. Lo stesso sistema di scarico dovrebbe garantire il mantenimento costante del livello idrico desiderato nello stagno, ma anche consentire l eventuale rapido deflusso dell acqua per lo svuotamento completo del L04_9_Acquacoltura.indd 458 5/31/18 9:58 AM s ti la d s z s s a v n s a r to

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna