9.3.1 Strutture di conterminazione e opere di comunicazione

L 460 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI FIG. 4.108 Schema di una vallicoltura strutturata: in evidenza le strutture di conterminazione (argini principali e argini secondari), la presa a mare con la camera di cattura e le strutture di selezione-smistamento, i bacini di sverno. 9.3.1 Strutture di conterminazione e opere di comunicazione. Le strutture di conterminazione servono a delimitare e a proteggere le acque di allevamento. In funzione della loro dimensione e funzione possono essere distinte in arginature principali e secondarie. Le arginature principali confinano l allevamento con il mare aperto o con le zone lagunari (sono le strutture più importanti) e con la terraferma; le arginature secondarie, invece, suddividono i diversi bacini di allevamento interni e per questo si definiscono arginature interne. Gli argini principali e secondari mantengono all interno dei bacini di allevamento (comunemente chiamati di pascolo ) livelli idrici limitati, mediamente dell ordine di 1 m. Gli argini secondari devono, quindi, contrastare spinte idrauliche limitate, mentre gli argini principali, soprattutto nel caso di bacini con quota del fondo molto diversa dalla quota di bassa marea, devono sopportare spinte ben più elevate. L incidenza tecnica ed economica delle opere di conterminazione è variabile in funzione delle diverse situazioni idrografiche ed è spesso determinante nella valutazione di convenienza alla realizzazione del sistema di vallicoltura. Si calcola che per realtà produttive di media dimensione lo sviluppo lineare delle opere principali di conterminazione risulti compreso tra 5 e 20 m per ogni ettaro di specchio d acqua racchiuso (Ravagnan, 1992). Le opere di comunicazione controllata, inserite nelle opere di conterminazione, hanno il compito di derivare l acqua dall ecosistema esterno, ma nelle attuali situazioni di vallicoltura assolvono molteplici funzioni, quali la cattura, la raccolta, la selezione e lo smistamento del pesce, il confinamento della specie allevata e l introduzione di novellame per la rimonta naturale, la regolazione idraulica. L04_9_Acquacoltura.indd 460 5/31/18 9:58 AM 9 d r in r r d q d in fr im b s te c d te e li s il e u v p m s in e m a la z te d FI da se de re m co lu at co or riu e,

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna