SEZIONE L

L 464 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI n n a c d r c a g c P a N tr b FIG. 4.110 Schemi di disposizione dei raceway: disposizione in serie con piccoli salti d acqua (a) e disposizione in parallelo con collettore comune di rifornimento idrico (b). quindi disponendo, per esempio, di un flusso idrico pari a 500 L/min, la produzione annua di trote attesa risulterebbe di circa 3 t. Il parametro più importante, dunque, è il flusso idrico minimo, il quale, in presenza di un determinato carico di pesce, quantifica il volume d acqua di ricambio necessario per mantenere il livello di ossigeno disciolto superiore alla soglia minima e la concentrazione di ammoniaca indissociata inferiore alla soglia massima consentita. Il flusso idrico minimo in funzione dei livelli di ossigeno disciolto desiderati nel raceway 1 QO2 L/min 2 può essere derivato dalla seguente relazione, ricavata dalla formula riportata da Lawson (1995): QO2 5 2,20 # P # f dove: 1,44 # DO2 P 5 peso vivo mantenuto nel raceway (kg); f 5 livello alimentare (% del peso vivo); DO2 5 deficit di ossigeno (differenza tra il minimo livello di ossigeno consentito per la specie allevata e il livello di ossigeno nell acqua di alimentazione, mg/L). L04_9_Acquacoltura.indd 464 5/31/18 9:58 AM m la fe a in n s m D L

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna