SEZIONE L

re e il a o e o a- a STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ACQUACOLTURA L 465 Per quanto riguarda il calcolo del deficit di ossigeno, risulta opportuno ricordare che, nei raceway propriamente detti, il livello di ossigeno dell acqua all ingresso è mantenuto elevato con l utilizzo di acqua fresca di buone caratteristiche e con la presenza di adeguati salti d acqua. In ogni caso, la dissoluzione dell ossigeno dipende dalla sua concentrazione alla saturazione che, com è noto, è variabile in funzione della temperatura, della salinità, della pressione atmosferica e quindi dell altitudine. Per le trote molti Autori raccomandano livelli minimi di ossigeno di 5-6 ml/L, valore che rappresenta, quindi, la concentrazione dell ossigeno nell acqua all uscita del raceway. Il flusso idrico necessario per mantenere il livello di ammoniaca indissociata inferiore alla soglia massima consentita 1 QNH3 L/min 2 (0,0125 mg/L, ovvero 12,5 mg/L) può essere calcolato con la seguente relazione, ricavata dalla formula semplificata proposta da Timmons (1991): QNH3 5 P # a # DO2 dove: NH3 P e DO2 hanno il significato visto precedentemente; a 5 ammoniaca non ionizzata rispetto all azoto ammoniacale NH3 /(NH3 1 NH41) %; NH3 5 concentrazione critica di ammoniaca (mg/L), secondo Westers (1991) compresa tra 12,5 e 20,0 mg/L (cautelativamente può essere scelto il valore di 12,5 mg/L). Esempio di calcolo P 5 1.000 kg di trote f 5 2% Concentrazione di O2 all ingresso del raceway 5 9,5 mg/L Concentrazione di O2 minima (all uscita del raceway) 5 6 mg/L a 5 0,3% (valore relativo ad acqua a 16 °C e pH 7) NH3 5 12,5 mg/L 2,20 # P # f 2,20 # 1.000 # 2 QO2 5 5 5 873 L/min. 5 52,4 m3/h # 1,44 DO2 1,44 # 3,5 QNH3 5 L P # a # DO2 1.000 # 0,3 # 3,5 5 5 84 L/min. 5 5,0 m3/h NH3 12,5 Tra i due valori viene scelto cautelativamente quello più elevato. Un altro importante parametro progettuale è la velocità dell acqua, la quale dovrebbe mantenersi il più uniforme possibile e su valori sufficientemente elevati da impedire la sedimentazione delle particelle solide all interno del raceway (in particolare delle feci dei pesci e dei residui di mangime), ma comunque inferiori alla velocità critica di affaticamento per il nuoto. In linea generale, sono considerati accettabili i valori non inferiori a 0,03 m/s e massimi i valori compresi tra 0,1 e 0,3 m/s (i valori sono più bassi nel caso dei pesci di taglia più piccola). Per quanto riguarda la densità di allevamento, secondo Piper (1982) esiste una semplice relazione lineare tra la taglia delle trote e la massima densità mantenibile in allevamento: D 5 3,16 ? L dove: D 5 densità di allevamento (kg/m3); L 5 lunghezza del pesce (cm). L04_9_Acquacoltura.indd 465 5/31/18 9:58 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna