9.5.2 Forma e dimensioni

re re a i. na el r e i, r io, e o. i. el le, li n à ci fli STRUTTURE E ATTREZZATURE PER L ACQUACOLTURA L 467 a costi contenuti, facilmente trasportabili, robusti e resistenti ai raggi UV (se impiegati all esterno). Il calcestruzzo armato con tondini di acciaio è largamente utilizzato per la costruzione di vasche di grandi dimensioni e per il contenimento di acque dolci e salate. di facile utilizzo e con esso può essere realizzata qualsiasi forma costruttiva ma, a causa della pesantezza, è proponibile solo per la realizzazione di manufatti permanenti e duraturi. Le superfici interne delle vasche in calcestruzzo, pur accuratamente lisciate, potrebbero manifestare incovenienti legati alle difficoltà di pulizia profonda e di disinfezione a fine ciclo. Per questo, soprattutto in presenza di specie particolarmente delicate, è consigliabile il rivestimento delle superfici interne con resine epossidiche atossiche. Inoltre, per evitare il rilascio di carbonato di calcio, che potrebbe comportare un aumento del pH dell acqua, i nuovi manufatti dovrebbero essere opportunamente risciacquati prima dell utilizzo con ripetuti ricambi idrici. I metalli (acciaio e alluminio) possono essere impiegati per la realizzazione di piccole vasche (alcune centinaia di litri); l acciaio, tuttavia, presenta l inconveniente di essere soggetto a corrosione mentre l alluminio tende a rilasciare ioni che possono manifestare effetti di tossicità nei confronti di alcune specie allevate. Per questi motivi le superfici interne delle vasche dovrebbero essere rivestite con specifiche vernici o manti plastici, operazione che ne aumenta sensibilmente il costo. Oggi sono disponibili vasche circolari, anche di grandi dimensioni, realizzate in lastre di acciaio rivestito imbullonate e perfettamente impermeabilizzate; queste strutture hanno il vantaggio di poter essere montate rapidamente e altrettanto rapidamente smontate e trasferite in altro luogo. I materiali plastici sono largamente impiegati per la realizzazione di vasche di dimensioni medio-piccole e di varia forma; i principali vantaggi sono leggerezza, trasportabilità e facilità di riparazione. Pur essendo non tossica la maggior parte dei materiali plastici, prima di utilizzare le vasche, soprattutto nel caso di allevamento di stadi giovanili, risulta consigliabile eseguire un periodo di condizionamento di almeno due settimane facendo scorrere acqua fresca (questo soprattutto nel caso di colture marine). La vetroresina è un materiale particolarmente utilizzato per le vasche di acquacoltura, dal momento che è leggera, robusta, duratura, di costo relativamente contenuto, inerte per quanto riguarda l impiego con acqua dolce e salata, e resistente agli effetti dei raggi UV anche se impiegata all esterno. Esistono vasche di varia forma con capacità che vanno da pochi litri fino a diverse centinaia di metri cubi; le vasche di diametro inferiore a 2,5 m sono disponibili generalmente in un pezzo unico, mentre quelle di dimensioni più grandi sono assemblate in due o piu sezioni incollate assieme. 9.5.2 Forma e dimensioni. Le vasche di allevamento possono essere forgiate in ogni forma desiderata; tuttavia, alcune forme e configurazioni presentano vantaggi e svantaggi che devono essere attentamente considerati. La maggior parte delle vasche ha forma circolare, ma sono piuttosto diffuse anche quelle quadrate, rettangolari ed ellittiche. Le vasche devono essere progettate con l obiettivo di raggiungere una perfetta uniformità nella circolazione dell acqua in tutti i punti e profondità. Quando nella vasca sussistono tali condizioni, i pesci si distribuiscono uniformemente nella struttura ottimizzando l uso dello spazio di allevamento. L uniformità di distribuzione dell acqua nella vasca dipende principalmente dalla sua geometria, dal rapporto diametro/profondità e dalla disposizione dei punti di immissione e scarico dell acqua, che rappresentano anche il principale fattore di controllo per la rimozione dei solidi sedimentabili e delle alghe. La forma circolare assicura requisiti idraulici ottimali: infatti la velocità e la direzione L04_9_Acquacoltura.indd 467 L 5/31/18 9:58 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna