9.6 Gabbie galleggianti e sommergibili

L 470 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI di forma circolare. Lo scarico di fondo delle vasche quadrate è generalmente posto in posizione centrale e realizzato con le stesse soluzioni già viste per le vasche circolari. Le vasche di forma ovale o ellittica rappresentano un compromesso tra quelle circolari (uniformità del flusso idrico) e quelle rettangolari (ridotta occupazione di spazio). Le vasche di forma ellittica possono essere realizzate con una partizione centrale che le divide longitudinalmente in due settori; la distribuzione dell acqua avviene a opera di una tubazione forata con ugelli che determina un flusso d acqua praticamente lungo come una pista ellittica. Tale circolazione dell acqua può essere provocata, in alternativa al flussaggio con ugelli in pressione, da un sistema meccanico di agitazione a pale rotanti. Generalmente la tubazione di scarico si trova sul fondo, al centro della partizione longitudinale. I requisiti progettuali dei sistemi di allevamento in vasche sono gli stessi già discussi per i sistemi aperti a raceway e quindi anche in questo caso si dovranno effettuare i calcoli della portata d acqua necessaria per il mantenimento di condizioni ottimali, soprattutto per quanto riguarda il livello di ossigeno e di ammoniaca. 9.6 Gabbie galleggianti e sommergibili. Le gabbie sono considerate un sistema di allevamento aperto , perché viene sfruttata direttamente l acqua di un corpo idrico naturale e nello stesso corpo idrico vengono scaricate le sostanze di rifiuto. Le prime gabbie di allevamento a carattere produttivo sono comparse nei Paesi del Sud-Est Asiatico circa un secolo fa (Cina, Filippine, Giappone) e sono state introdotte in Europa, nei fiordi marini norvegesi e nei laghi scozzesi solo dopo la metà del secolo scorso. Successivamente, la tecnologia si è notevolmente sviluppata in molti Paesi (Canada, Stati Uniti, Cile) e negli ultimi anni esse si sono diffuse anche lungo le coste del Mediterraneo che, grazie a queste strutture, è diventato la più importante area di produzione per l orata e la spigola. Oggi l industria del settore propone strutture galleggianti o sommergibili, da utilizzare in laghi, fasce costiere protette o in mare aperto, di varie forme e dimensioni e dotate di sistemi automatizzati di gestione e controllo. 9.6.1 Scelta del sito. Il fattore maggiormente determinante, per il successo di un sistema di allevamento in gabbie è la scelta razionale del sito, mentre i principali parametri da considerare sono la velocità delle correnti, la profondità dell acqua, l azione delle onde, la temperatura dell acqua e la ventosità. Il flusso d acqua a livello della struttura, determinato dalla velocità della corrente naturale, deve essere sufficiente a garantire un adeguato ricambio idrico (buona ossigenazione dell acqua e asportazione dei prodotti metabolici). Tuttavia, è importante non superare un valore massimo di velocità della corrente, per non affaticare il pesce nell attività di nuoto e per non sollecitare troppo le strutture che, altrimenti, potrebbero subire deformazioni con conseguente riduzione della volumetria utile. In linea generale, possono essere indicate come ottimali velocità della corrente comprese tra 0,1 e 1,0 m/s. La profondità dell acqua influenza l effetto d urto delle onde, dato che il diametro della loro orbita si riduce drasticamente con la profondità (si riduce a meno del 5% a una profondità pari alla metà della lunghezza dell onda). In linea generale, vengono consigliate profondità dell acqua di almeno 2-5 m dal fondo delle gabbie in condizioni di bassa marea. Il vento determina spinte laterali sulle strutture emergenti delle gabbie e con l azione più pronunciata delle onde provoca maggiori sollecitazioni ai sistemi di ancoraggio e difficoltà nelle operazioni di allevamento (distribuzione alimenti, ispezioni, raccolta, ecc.). L04_9_Acquacoltura.indd 470 5/31/18 9:58 AM la tu a 9 p n s d d le s te g m d m s v o fr c s r ti s in s r ta s L g b m r g d c p n

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna