10.1.4 Tunnel per serre

a e r STRUTTURE E ATTREZZATURE PER LE COLTURE PROTETTE L 479 10.1.4 Tunnel per serre. Sono costituiti da archi di forma ellittica, gotica o policentrica, di luce solitamente non superiore a 8,00 m, altezza di colmo di circa 3,00 m, interasse di 2,0043,00 m, realizzati con tubolari in acciaio e di costo molto contenuto per la loro semplicità costruttiva e il limitato impiego di materiale strutturale. Si usano per colture orticole e hanno una scarsa dotazione di impianti tecnologici. Il rivestimento dell arco è in film plastico mentre le testate e la base dell arco possono essere in laminato plastico rigido. 10.1.5 Altre strutture e destinazione d uso. Le tipologie di serre (a navata, serretunnel o tunnel) si possono realizzare anche con strutture aventi geometrie asimmetriche per particolari esigenze climatiche, allo scopo di ottimizzare lo sfruttamento della radiazione solare, o per specifiche condizioni operative, quali le localizzazioni su terreni acclivi con sistemazioni a terrazzamento ed esposizione a sud. Da un punto di vista della destinazione d uso le tipologie di apprestamenti per colture protette sono numerose e si possono raggruppare in: serre per produzioni floricole, orticole, frutticole, vivaistiche, serre per piante ornamentali, serre per orti botanici, serre a supporto della ricerca scientifica e della didattica, serre garden, serre per verde pubblico, serre per spazi espositivi, serre a scopo hobbistico, ombrai, screenhouse. 10.2 Struttura portante. La struttura portante delle serre deve possedere i seguenti requisiti: stabilità e resistenza strutturale alle sollecitazioni al fine di garantire la sicurezza degli operatori e la salvaguardia delle produzioni; leggerezza, facilità di montaggio e di trasporto; minime sezioni resistenti per ridurre l ombreggiamento; forme idonee per ottimizzare la captazione della radiazione solare; flessibilità, modularità e prefabbricabilità; dimensioni complessive e superficie coperta adeguate alle esigenze colturali e impiantistiche; superficie di base libera; durata degli elementi costruttivi adeguata; costo limitato di investimento e di manutenzione. Il materiale costruttivo più idoneo a soddisfare i requisiti delle strutture in elevazione è l acciaio, in profilati a caldo o in sezioni scatolari o tubolari sagomate a freddo, opportunamente zincati a caldo per proteggerli dalla corrosione in un ambiente particolarmente aggressivo per la presenza di elevata umidità relativa e di aerosol derivante da fitofarmaci e per l esposizione a fattori climatici sfavorevoli, soprattutto se in prossimità delle coste marine. L alluminio può essere utilizzato per alcuni componenti come i profili portavetro e i telai delle porte di accesso. La struttura portante nel suo complesso è costituita dalle fondazioni, generalmente in calcestruzzo armato, dai telai trasversali composti dalle colonne di sostegno per le travi, capriate o archi, di copertura, dagli elementi portanti delle testate, dagli arcarecci o correnti longitudinali, dai controventi di parete e di falda, indispensabili per eliminare la labilità della struttura in senso longitudinale. Completano la struttura le gronde, i dispositivi portavetro o portaplastica per fissare il materiale di rivestimento, i telai delle porte di accesso, i telai degli sportelli di aerazione di parete e/o di falda, gli eventuali dispositivi per le reti ombreggianti e antigrandine installate all esterno, i sostegni degli impianti tecnologici collocati all interno. I nodi strutturali interni delle capriate o delle travi reticolari in acciaio sono generalmente saldati in officina e i diversi elementi strutturali sono assemblati in cantiere mediante giunzioni bullonate. I pilastri saranno ancorati alle fondazioni in calcestruzzo armato, con tipologia a plinti isolati, prefabbricati o gettati in opera, ovvero a trave L04_10_ColtureProtette.indd 479 L 5/31/18 10:01 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna