10.7.1 Laminati plastici rigidi

L 488 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI a 100 della trasmittanza nell IR lungo, la quale dovrà essere: tIRL # 0,25. Il peso di tali manufatti in film plastico è molto basso e non supera i 170 g/m2 per film di spessore pari a 180 mm. I film di copertura per serre possiedono elevata resistenza meccanica agli sforzi di trazione (EN 13206), con tensioni di snervamento comprese tra 7 e 11 MPa e tensioni di rottura superiori a 16 MPa. La resistenza meccanica, unitamente all allungamento percentuale a rottura, è fondamentale non solo nella fase di esercizio, ma anche in quella di installazione e di asportazione dei film plastici. Esistono in commercio anche film multistrato ottenuti per coestrusione di due o tre strati di EVA e PE, film espansi, a base EVA o PE con microbolle di gas inerte (generalmente CO2) diffuse nello spessore del materiale, film di tetrafluoretilene come il TFE, film fluorescenti, film fotoselettivi e film fotoluminescenti. La fotoselettività e la fotoluminescenza consistono nella trasmittanza variabile del film alle varie lunghezze d onda della radiazione visibile a seconda della banda cromatica (viola, blu, verde, giallo, arancio, rosso), mentre la fluorescenza modifica lo spettro della radiazione emergente dal film rispetto a quella incidente spostando una quota di energia da alcune bande cromatiche verso altre. Tali caratteristiche sono in grado di influenzare l efficienza fotosintetica e l azione del fitocromo e del crittocromo. La durata di vita dei film plastici può variare da alcuni mesi fino a un massimo di circa quattro anni se sono trattati con master additivi, quali le HALS, gli assorbitori UV o i Nickel Quencher (a eccezione del TFE che può superare i 10 anni di stabilità delle proprietà meccaniche e radiometriche). L invecchiamento e la degradazione dei film plastici sono provocati da una serie di fattori: la radiazione solare con la sua componente ultravioletta, le zone di contatto tra film e le strutture portanti, alcune sostanze chimiche contenute nei fitofarmaci quali, soprattutto, zolfo e cloro, le modalità di installazione e montaggio, le sollecitazioni meccaniche dovute al vento, le variazioni di temperatura e umidità relativa dell aria. La resistenza alla radiazione UV, che è il principale fattore di degradazione delle proprietà meccaniche dei materiali plastici, è espressa in kiloLangley (kLy) necessari a ridurre del 50% il valore originario della resistenza alla trazione o dell allungamento percentuale a rottura. Il kiloLangley è una misura della radiazione solare globale incidente (1 kLy 5 1 kcal/cm2 5 41,84 MJ/m2) e il suo valore medio annuo, in Italia, è compreso nell intervallo che va da circa 120 a 160 kLy/anno. I master additivi, oltre a proteggere contro la degradazione provocata dai raggi UV, possono contribuire a migliorare le prestazioni energetiche e agronomiche. Infatti i film plastici possono essere trattati con master che assorbono le radiazioni IR lunghe, ovvero con master antifog, per ottenere film antigoccia che, al fine di evitare la formazione delle goccioline di acqua condensate sulla superficie interna del film e il conseguente stillicidio sulle colture, impediscono il distacco delle gocce d acqua che, quindi, scorrono verso il basso seguendo la pendenza del film. 10.7.1 Laminati plastici rigidi. I laminati plastici rigidi (UNI 10452/95) utilizzati per le colture protette sono: PMMA, polimetilmetacrilato; PVC, policloruro di vinile biorientato; PC, policarbonato; PRFV, poliestere rinforzato con fibre di vetro, detto anche UP, poliestere insaturo. Le lastre realizzate con tali materiali presentano ottime caratteristiche meccaniche (PMMA: resistenza a rottura di 45-50 N/mm2; allungamento percentuale a rottura pari a 30-40%), spettro-radiometriche (PMMA: tPAR 5 0,80-0,85; tIRL 5 0,0) e L04_10_ColtureProtette.indd 488 5/31/18 10:01 AM d è c te 1 u v r r a S in t m c fe d d s m p s z c p m p a 1 li in P c te d a L v a n r te p

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna